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Aeroporti, in funzione i body scanner per garantire la sicurezza

L'allarme terrorismo che si è riacceso in questi ultimi giorni ha fatto tornare alla ribalta anche l'utilizzo dei body scanner all'interno degli aeroporti. Non poche le polemiche che ne sono seguite. In una ventina di aeroporti degli Stati Uniti questi congegni sono già stati installati. In Europa, al momento ce ne sono due a Schiphol, ma presto diversi Paesi doteranno i propri scali con i body scanner.

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Come si legge su Il Corriere della Sera, la Gran Bretagna ha fatto sapere che entro tre settimane i primi apparecchi faranno il loro debutto a Heathrow; il Canada li introdurrà entro due mesi in nove scali; la Germania comincerà a farne uso entro la fine dell'anno. Per quanto riguarda l'Italia partirà oggi l'acquisto di dieci-dodici scanner, destinati agli aeroporti di Fiumicino, Malpensa e Venezia.

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Il ministro dell'Interno Roberto Maroni e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli oggi, al termine di un vertice all'Enac, hanno annunciato che nei tre aeroporti italiani i body scanner entreranno in funzione entro tre mesi.

Maroni ha spiegato: "La decisione dell'Italia di dotarsi di body scanner è una decisione presa e assolutamente condivisa. Prima di ogni altra cosa, ci deve essere la sicurezza per chi vola e il diritto alla vita è prioritario. L'introduzione dei body scanner è stata decisa per tre aeroporti e questi nuovi strumenti saranno operativi nell'arco dei prossimi due-tre mesi al massimo".

La decisione di introdurre le apparecchiature negli aeroporti di Fiumicino, Malpensa e Venezia è motivata dal fatto che ci sono "tratte che destano maggiore preoccupazione". Il ministro ha aggiunto: "Se poi valuteremo che vi siano altri problemi su linee diverse, approfondiremo le questioni".

Non tutti però sono favorevoli all'introduzione dei body scanner. Tra i Paesi contrari c'è la Spagna che non vuole "provvedimenti aggiuntivi". Intorno all'utilizzo di questi apparecchi è aperto un dibattito piuttosto acceso. Molti avanzano dubbi sulla reale utilità di queste apparecchiature e timori per la violazione della privacy, nonché per i possibili danni alla salute.

In Italia, ha sottolineato il quotidiano, i primi scanner per la sicurezza aeroportuale sono stati provati lo scorso anno allo scalo di Ciampino. IL direttore dell'Ente nazionale per l'aviazione civile, Alessio Quaranta, ha spiegato: "Di fatto lo scanner spoglia completamente il passeggero: l''occhio' non arriva alle ossa, i raggi non sono potenti, ma permette di vedere se sotto i vestiti è stato nascosto qualcosa".

Secondo l'autorità aeroportuale statunitense (Tsa) i body scanner permettono di rilevare oggetti nascosti, ma anche macchie di plastica, armi di ceramica e materiali esplosivi che sfuggono al metal detector. Ma ci sono dei limiti. Nei giorni scorsi Ben Wallace, ex consulente della Qinetiq , ha dichiarato che queste apparecchiature non sono in grado di intercettare le sostanze a bassa densità. L'associazione internazionale delle compagnie aeree (Iata), inoltre, ha espresso preoccupazione per i forti ritardi che potrebbero essere causati dai nuovi controlli. Convinto, invece, del fatto che queste apparecchiature velocizzeranno le operazioni di controllo è Vito Riggio, presidente dell'Enac.

Insomma l'impiego dei body scanner negli aeroporti è accolto con posizioni molto diverse. C'è chi esprime dubbi e timori e chi, invece, ritiene che questi sistemi possano favorire la sicurezza. Nel tentativo di dare una risposta chiara e certa sono stati avviati gruppi di studio che si concentreranno in particolare su due importanti questioni, privacy e salute.

 (foto © LaPresse)

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