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AirBnB, il sindaco di Barcellona contro "l’attività illegale" dell’app di socialsharing

  • Fonte Foto Twitter @PHHSl

"AirBnB non rispetta le regole. Registriamo i nomi di chi affitta e non paga le tasse". E’ questo quanto ha dichiarato Ada Colau, sindaco di Barcellona, che si è schierata contro la nota app di social sharing. "È un'attività illegale – ha aggiunto Colau -, le regole valgano per tutti".

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La prima cittadina teme che la sua città possa diventare come Venezia, colpita dal turismo senza regole e dagli eccessi del sovraffollamento. "Amo moltissimo Venezia – ha dichiarato in un'intervista su La Stampa - e il paragone serviva proprio a riflettere il rammarico per la città che ha perduto tanti abitanti, espulsi dal turismo senza limiti. Barcellona deve essere una città bella e sostenibile. Fra il 2008 e il 2013 il turismo è aumentato del 18% ed è troppo per Barcellona, che non è Parigi. Sono cifre che ricordano la bolla immobiliare e il disastro che ne è poi venuto. E sono in rapporto agli squilibri che sono andati crescendo: il centro storico si è svuotato del 30% della popolazione. Ci sono state proteste per l'aumento dei prezzi, degli affitti, dei trasporti, dei problemi di convivenza nello spazio pubblico. Va fatto ordine, vanno pianificate politiche di lungo periodo".

Con AirBnB e Booking secondo Colau sono aumentati eccessivamente gli affittuari che "svolgono attività illegale e non pagano le tasse. Con un’offerta di oltre 137 mila bed and breakfast individuali è stata raddoppiata quella autorizzata di 78.400 posti".

La soluzione al problema, secondo il sindaco, potrebbe essere quella di bloccare tutto per un anno. Bisognerebbe "fare la radiografia dell'esistente, con la partecipazione dei barcellonesi. Si tratta di democratizzare il modello turistico, finora appannaggio dei grandi gruppi, delle catene alberghiere, delle imprese legate al settore".

E’ stato già predisposto infatti un piano che prevede circa 50 milioni di investimenti per l’occupazione e la garanzia dei diritti di base. "Ci stiamo lavorando – ha detto Colau -. Ora studiamo accordi per destinare migliaia di case vuote ad affitti sociali che non superino il 30% del reddito delle famiglie. Il Comune è disposto a investire nella manutenzione in cambio di una cessione quinquennale o decennale degli alloggi. Se le banche non rispondono, allora le multiamo, in base a un’ordinanza che già esisteva da due anni, ma che finora era rimasta lettera morta".

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