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All’ombra della Torre Pendente...

Si stende Pisa, famosa in tutto il mondo per la storia e i monumenti. Questa magnifica città fu una delle maggiori repubbliche marinare d'Italia e visse il momento di massima gloria dall'XI al XIII secolo. Ecco alcune tappe da non mancare. Il Ponte di Mezzo, un tempo chiamato Ponte Vecchio, e il Borgo Stretto, caratteristica via dove si ammira la chiesa di S. Michele in Borgo, dell'XI secolo.

Da non perdere è la Piazza dei Cavalieri, antico centro storico e politico, dove si affacciano il Palazzo dei Cavalieri, (che oggi ospita la prestigiosa Scuola Normale Superiore), e lo splendido Palazzo dell'Orologio. Quest'ultimo sorge nel punto in cui si innalzava la Torre della Muda, dove nel 1288 fu imprigionato il Conte Ugolino della Gherardesca, condannato a morire di fame con i figli e i nipoti. Il tragico evento è immortalato da Dante in alcune stupende terzine dell'Inferno. Ma il fulcro indimenticabile è la stupefacente Piazza dei Miracoli, considerata una delle più belle piazze esistenti. E' un concentrato di splendore romanico, il più alto esempio dell'arte pisana. Sebbene edificati in periodi differenti, gli edifici vantano un'inarrivabile armonia cromatica e stilistica Qui si ammira il Duomo, dalla facciata ricamata in marmi bianchi e policromi. I mosaici interni hanno influenze bizantine. L'altare è sormontato dal bellissimo mosaico absidale di Cimabue "Cristo in Maestà affiancato dalla vergine e San Giovanni Evangelista". Sono presenti anche opere del Beccafumi, del Sodoma, di Andrea del Sarto. Notevole è il Museo dell'Opera del Duomo, dove si possono vedere la superba "Madonna con bambino" in avorio di Giovanni Pisano, varie statue provenienti dalla facciata del Duomo, alcuni busti di Nicola e Giovanni Pisano.

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Il Camposanto è un meraviglioso cimitero monumentale. Tra gli affreschi salvati dal chiostro dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, si possono ammirare "Il trionfo della morte" e "Il giudizio universale". Notevoli anche i sarcofagi di origine greco-romana, dove nel medioevo venivano sepolti i nobili pisani. Il Battistero fu iniziato nel 1152, rimaneggiato da Nicola e Giovanni Pisano dopo più di un secolo e terminato nel XIV secolo. E' caratterizzato da un'insolita forma circolare: la parte più bassa è nello stile romanico pisano, la parte superiore è gotica. All'interno trionfa l'eccezionale pulpito intarsiato di Nicola Pisano e il fonte battesimale ottagonale di marmo bianco, cesellato da Guido da Como. Il Campanile del Duomo, meglio noto come la Torre di Pisa o Torre pendente, è il simbolo non solo della città toscana ma dell'arte italiana in generale. La costruzione, iniziata nel 1173, durò circa due secoli. La sua suggestiva pendenza è una vera e propria sfida alle leggi della statica, ma il campanile ha ben altre qualità: si tratta di un edificio unico, non solo per il valore artistico, ma anche per l'inusuale ubicazione, così defilata rispetto alla cattedrale, anziché vicina alla facciata o lungo il fianco. Ma immediatamente si nota che la torre si innalza maestosa proprio in uno dei punti più in vista della piazza e che la notevole altezza (58 metri) la rende visibile da ogni parte, anche dal fiume Arno. Si configura così come un collegamento tra la cittá e la piazza, un punto di riferimento, e come la rappresentazione dell'orgoglio della comunitá cittadina. Una volta terminata la visita della Piazza dei Miracoli, sono da vedere anche la Chiesa di Santa Maria della Spina, capolavoro gotico del XIV secolo, che secondo la tradizione doveva custodire una spina della corona di Cristo, e la deliziosa Chiesa di Santa Francesca, a una sola navata, con un meraviglioso campanile e un chiostro del XI secolo. Nella cappella della famiglia della Gherardesca si trovano le tombe di Ugolino e dei figli. Infine, di grande interesse è il Museo nazionale di S. Matteo: qui sono ospitate opere come la "Madonna del latte", in marmo policromo, di Andrea e Nino Pisano; il "Redentore", busto in terracotta del Verrocchio; i dipinti "Madonna col Bambino e Santi" di Simone Martini(1319), il "S. Paolo" del Masaccio e il "Redentore" attribuito al Beato Angelico.

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