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Amsterdam, "Via il quartiere a luci rosse" e divampa la protesta

Questa sera Amsterdam si mobilita. Tutti in piazza contro il progetto del vice-sindaco Loodewijck Asscher che al posto delle famose donne in vetrina vuole negozi e hotel a cinque stelle. Addio quindi al quartiere a luci rosse.

L'obiettivo di Ascher è far entrare Amsterdam tra le cinque capitali europee più prestigiose e per farlo ha già trasformato 17 vetrine. Niente più ragazze ma abiti. "Compra il vestito, non la donna" è lo slogan. Le ragioni, però, sembrano più che altro economiche. A quanto pare le odierne 'ricchezze' della città, ossia spinelli e prostitute, rendono in ordine circa 4 e 50 euro. Una stanza al Grand Hotel minimo 120 euro. Una volta eliminati droga e sesso, le tariffe degli hotel possono solo che raddoppiare. Ufficialmente si tratta di un affare da 15 milioni di euro per 51 vetrine, ufficiosamente pare si tratti di 26 milioni per 17 palazzi che ne valevano la metà. Ma non solo. Sembra che ci sia un unico venditore, l'imprenditore Charles Geerts, e una sola società immobiliare ad acquistare, NV Stadsgoed.

Jon Broers, organizzatore della protesta, ha spiegato: "La prostituzione c'è sempre stata e sempre ci sarà, ad Amsterdam esistono 8mila professioniste, di cui soltanto mille in questa zona, non se ne andranno, semplicemente si sposteranno. L'effetto non sarà impedire il traffico di schiave del sesso, come lo chiamano, ma deviarlo e alzare i valori immobiliari".

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