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Auschwitz vista con gli occhi delle SS

Lo scorso dicembre Rebecca Erbelding, giovane archivista del Museo Americano in Memoria dell'Olocausto, ricevette una lettera da un anonimo ex ufficiale americano, che le comunicava l'intenzione di voler donare al museo delle fotografie su Auschwitz da lui trovare in Germania più di 60 anni prima. Rebecca era entusiasta. Nonostante Auschwitz fosse il campo di concentramento più famoso al mondo, esistevano poche foto scattate nel campo prima della sua liberazione nel 1945. L'entusiamo era giustificato. Quando un mese dopo ricevette l'album, il significato e l'importanza delle foto in esso contenute fu subito evidente.

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L'album tenuto da Karl Höcker, assistente del comandante del campo, conteneva, infatti, non foto di ufficiali impegnati nei loro doveri quotidiani, ma immagini che li ritraevano in momenti di relax, mentre erano seduti insieme a prendere il sole oppure a cantare in coro o ancora intenti a addobbare l'albero di Natale. In tutto 116 foto, che comprendono anche scatti, i primi autenticati, del famigerato dottor Josef Mengele, colui che partecipava alla selezione degli ebrei al loro arrivo al campo e che era noto anche per strani e crudeli esperimenti medici sugli stessi.

I curatori della mostra hanno evitato di intitolarla "mostri al lavoro" oppure "assassini durante il loro svago", perchè le foto dimostrano piuttosto degli omicidi, che però si comportavano come normali esseri umani "Secondo la propria immagine personale, loro erano bravi uomini, bravi compagni, colleghi, persino civili"

via New York Times

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