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'Bring back those colours' a Roma, mostra fotografica gratuita al Maxxi per sostenere il Nepal

  • Fonte Foto bringbackthosecolours

Da oggi e fino a domenica 27 settembre 2015 si terrà al Maxxi di Roma la mostra "Bring back those colours" (Ridateci quei colori), un progetto fotografico realizzato per cercare di avere un impatto positivo sulla realtà di un Paese, il Nepal, messo in ginocchio dai catastrofici terremoti del 25 aprile e del 12 maggio 2015.

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"Il progetto - scrivono gli organizzatori in una nota - ha, per questo motivo, lo scopo di contribuire alla ripresa economica, culturale, sociale di un paese che fatica a contare i suoi morti e quantificare i danni al patrimonio artistico-culturale".

L'autore delle opere è Jacopo Brogioni, un giovane fotografo con la passione epr il viaggio che l'ha portato negli anni a scoprire il Nepal, prima che venisse distrutto, in tutte le sue sfumature. "Munito di camera, ottiche e un piccolo ringflash - ha detto il fotografo -, ho percorso chilometri insieme ad Irene, la mia compagna (la prima supporter di questo progetto), in un paese tanto impervio quanto meraviglioso ed accogliente. Il Nepal - ha aggiunto - che abbiamo conosciuto è un territorio geografico relativamente piccolo, un paese culturalmente immenso abitato da un popolo ospitale, che, nonostante la povertà in cui vive, riesce sempre a regalarti un sorriso. Una miscellanea di culture, religioni, storia e tradizioni diverse. Un tripudio di colori che conquistano l'occhio istantaneamente".

L'obiettivo principale di questa iniziativa è quello di far fronte allo stato di emergenza in cui versano gli abitanti nepalesi, in particolar modo i più piccoli. Inoltre, per fare qualcosa anche a livello concreto, il ricavato netto della mostra fotografica, della vendita delle opere e delle altre donazioni ricevute spontaneamente andrà devoluto interamente all'Unicef Italia.

"Dobbiamo fare in modo - ha concluso Brogioni - che tutto ciò che c'era torni ad esserci. Bisogna trovare un modo per permettere che i colori del Nepal tornino alla luce e siano il primo passo verso la ricostruzione. Nelle persone, nei loro occhi, sui loro volti e sulla loro pelle, quei colori brillavano, come se fossero le batterie di tutta l'energia vibrante che percorreva le strade e le città. Adesso tutto è coperto dalla polvere, tutto ha preso la stessa tonalità di grigi e marroni che, con la tristezza e il lutto, hanno coperto i pigmenti vivi sia dei paesaggi che della gente".

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