Excite

Camilleri, salviamo la Val di Noto

"Questo gruppo di città del sud-est della Sicilia fornisce una notevole testimonianza del genio esuberante dell'arte e dell'architettura del tardo Barocco. Le città del Val di Noto rappresentano l'apice e la fioritura finale dell'arte Barocca in Europa." Con questa motivazione nel 2002 l'UNESCO dichiarava la Val di Noto "Patrimonio dell'Umanità", qualche mese dopo la Regione Sicilia autorizzava la "Panther Eureka" a trivellare la zona alla ricerca di nuove risorse petrolifere. Per fortuna, che qualcuno e quel qualcuno era il Governatore Cuffaro su proposta dell'allora assessore ai Beni Culturali Fabio Granata, riuscì nel 2003 a bloccare l'inizio dei lavori. Il tutto è passato agli infiniti ricorsi al Tar, che ora aspettano una decisione finale. E' a questo punto che entra in campo lo scrittore Andrea Camilleri con una lettera inviata al quotidiano "La Repubblica" con la quale denuncia lo spettro del probabile scempio. Ecco le parole di Camilleri.

"CARO direttore, i milanesi come reagirebbero se dicessero loro che c'è un progetto avanzato di ricerche petrolifere proprio davanti al Duomo? Rifarebbero certo le cinque giornate. E i veneziani, se venissero a sapere che vorrebbero cominciare a carotare a San Marco? (...)

Non si sentirebbero offesi e scempiati nel più profondo del loro essere? Ebbene, in Sicilia, e precisamente in una zona che è stata dichiarata dall'Unesco "patrimonio mondiale dell'umanità", il Val di Noto, dove il destino e la Storia hanno voluto radunare gli inestimabili, irrepetibili, immensi capolavori del tardo barocco, una società petrolifera americana, la "Panther Eureka", è stata qualche anno fa autorizzata, dall'ex assessore all'industria della Regione Sicilia, a compiervi trivellazioni e prospezioni per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo. (...)

In parole povere, questo significa distruggere, in un sol colpo e totalmente, paesaggio e storia, cultura e identità, bellezza e armonia, il meglio di noi insomma, a favore di una sordida manovra d'arricchimento di pochi spacciata come azione necessaria e indispensabile per tutti. E inoltre si darebbe un colpo mortale al rifiorente turismo, rendendo del tutto vane opere (come ad esempio l'aeroporto Pio La Torre di Comiso) e iniziative sorte in appoggio all'industria turistica, che in Sicilia è ancora tutta da sviluppare. Poi l'inizio dei lavori è stato fermato, nel 2003 (...) Ma è cominciato quel balletto tutto italiano fatto di ricorsi all'ineffabile Tar (...)

E si sa purtroppo come in genere questi balletti vanno quasi sempre tristemente a concludersi da noi: con la vittoria dell'economicamente più forte a danno degli onesti, dei rispettosi dell'ambiente, di coloro che accettano le leggi. (...) Vogliamo, una volta tanto, ribaltare questo prevedibile risultato e far vincere lo sdegno, il rifiuto, la protesta, l'orrore (sì, l'orrore) di tutti, al di là delle personali idee politiche?
"

viaggi.excite.it fa parte del Canale Blogo Social - Excite Network Copyright ©1995 - 2017