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Capalbio e le 5 vele

Nella classifica del 2007, realizzata da Legambiente e pubblicata sulla Guida Blu, manuale che individua le località marittime, le spiagge e le coste più belle d'Italia, il paese di Capalbio viene riconosciuto come la prima località per il turismo italiano, sorpassando alcune città della Sardegna e le Cinque Terre.

Le ragioni che hanno determinato il riconoscimento alla cittadina di Capalbio delle 5 Vele di Legambiente sono state determinate dall'eccellente azione di protezione e difesa di quest'area della Maremma, delle sue campagne, spiagge, coste ed boschi, ma sono frutto anche della fascino del paese, con i suoi monumenti antichi.

Visitando il paese si potranno notare Chiese e costruzioni del passato, il borgo si rende interessante per i suoi edifici medievali, che faranno rivivere un tuffo nella storia, tra guerre per il potere e storiche dominazioni.

Capalbio fu un dominio dell'Abbazia delle Tre Fontane di Roma, appartenne alla famiglia degli Aldobrandeschi, alla Repubblica di Siena ed al Granducato di Toscana, passando sotto il controllo della dinastia De'Medici di Firenze, prima di divenire parte del Regno d'Italia.

Col passare dei secoli l'area attorno alla cittadina di Capalbio, in particolar modo le campagne e le pianure, venne interessata dal fenomeno dell'impaludamento che determinò la nascita di acquitrini malarici, con l'avvento al potere dei Lorena, e soprattutto con la figura di Pietro Leopoldo, effettuata la bonifica del territorio.

Il paese ed i suoi boschi furono interessati dal fenomeno del brigantaggio, simboleggiato da Domenico Tiburzi, brigante che si macchiò di crimini tremendi ma capace anche di farsi rispettare ed amare dalla povera gente, come lui sfruttata e maltrattata.

Successivamente alla Riforma Agraria, che avvenne nel corso degli anni '50, Capalbio cominciò a vivere un periodo di intenso sviluppo, in particolar modo sotto l'aspetto turistico, arrivando, nel 2007 ad accaparrarsi il riconoscimento delle 5 Vele.

Oggi Capalbio si presenta come una località apprezzata anche da personalità di un certo calibro, e recentemente ne è divenuto cittadino onorario il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

L'enogastronomia è un punto forte di questa cittadina, con una cucina a base di ingredienti tipici del territorio, di zuppe di funghi, pietanze che hanno come elemento principale la selvaggina e la carne di cinghiale, il tutto accompagnato da un vino di qualità, il Capalbio DOC.

Le 5 Vele di Legambiente vanno a premiare un paese che si presenta come il simbolo della Maremma, Capalbio è un borgo che è stato capace di superare, con grande impegno e dedizione, la sua storia, fatta di avvenimenti difficili e di paludi, riuscendo oggi a porsi come rappresentante della terra maremmana, del suo spirito, della sua cucina e delle sue tradizioni.

Il paese di Capalbio è immerso tra folti boschi, pianure solcate da fiumi, da campagne coltivate, colline e dalla Costa Tirrenica, in un territorio dove la natura è padrona indisturbata, si ha la presenza dalla riserva del Lago di Burano, una importante zona umida, che durante l'anno accoglie la nidificazione e lo svernamento di alcune specie rare.

Capalbio è celebre per la presenza del Giardino dei Tarocchi, opera realizzata dall'artista Niki de Saint Phalle, un giardino che accoglie enormi statue di calcestruzzo, che rappresentano le carte dei Tarocchi.

Le manifestazioni che la cittadina di Capalbio organizza ogni anno, in particolar modo nella stagione estiva, sono capaci di catalizzare l'attenzione di numero sempre crescente di turisti, che hanno la possibilità di conoscere il paese, con la sua storia,le sue tradizioni e la sua cucina.

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