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Caso Todomondo, nasce il comitato spontaneo dei turisti truffati

La rabbia dei vacanzieri, che affidandosi al tour operator online Todomondo ci hanno rimesso vacanza e denaro, è stata la forza motrice che ha portato alla nascita di un comitato spontaneo per la richiesta di un qualche tipo di rimborso o risarcimento. Il punto, però, è che non si capisce bene a chi ci si debba rivolgere.

Quel che è certo è che la Provincia di Varese il 28 agosto ha comunicato ufficialmente la revoca della concessione per l'apertura e gestione dell'attività di agenzia di viaggi Todomondo intestata ad Alessandro Scotti per la Todomondo S.p.A.. Questa licenza era stata concessa il 13 maggio 2009, ma come sottolineato da Il Messaggero prima di quella data esisteva un'altra licenza a nome "chiprimarriva" rilasciata dalla Provincia di Milano alla società Avitour s.r.l con la quale operava sul web Todomondo, licenza poi revocata il 20 maggio 2009 dalla stessa Provincia di Milano.

Questo strano giro di licenze ha fatto della vicenda Todomondo un caso davvero strano. Il problema, infatti, è che non si sà chi debba rispondere dei danni ai clienti. Sembra però che, già a marzo 2009, tanto la Provincia di Varese quanto quella di Milano fossero a conoscenza dei problemi del tour operator.

Un altro mistero è quello che riguarda il Fondo di Garanzia per il consumatore di pacchetti turistici, al quale in molti adesso si appellano, ma di cui non sembra esserci traccia. Nel bilancio della Presidenza del Consiglio per il triennio 2009-2011, infatti, non risulta la presenza del Fondo, né in entrata, né in uscita.

Al momento sul caso Todomondo stanno indagando la Procura di Busto Arsizio e quella di Milano, ma la vicenda sembra molto complessa e la soluzione del caso ancora piuttosto lontana.

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