La crisi non colpisce la voglia di vacanza: pur di non rinunciare a trascorrere le ferie fuori casa, aumenta sempre di più il numero delle famiglie italiane che chiedono un finanziamento e ripagano il proprio soggiorno all’estero, al mare o in montagna a rate.
In vacanza a rate
Secondo un sondaggio dell'Osservatorio Codici, ''su circa quattromila associati, almeno il 30% sceglie di pagare la vacanza a rate”; la maggior parte versa un anticipo in contanti che consiste nel 20-30% del costo del pacchetto e poi il resto della somma viene pagato in comode rate mensili. ''E' ormai di moda affidarsi alle finanziarie per richiedere una somma da restituire in rate che vanno dai 6 ai 10 mesi, o ancora di più. Gli stessi tour operator collaborano con le più grandi agenzie erogatrici di prestiti, proponendo al cliente in difficoltà questa opzione''.
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Risparmiare prenotando in anticipo
In alternativa, sono tantissimi quelli che possono prenotare il proprio soggiorno con largo anticipo, risparmiando somme consistenti, come testimoniano i dati diffusi dal Panel Turismo di GfK Retail and Technology Italia, l’azienda leader nelle ricerche di mercato, secondo cui ''il 17% degli italiani ha prenotato in anticipo le vacanze di luglio'', contro il 15% nel 2010: a oggi, aggiunge GfK, ''le prenotazioni effettuate per partenze da giugno in poi sono il 58% del totale, contro il 55% del 2010''.
I weekend diventano lunghi
La crisi però si fa sentire per quanto riguarda la durata del soggiorno: rispetto allo scorso anno, secondo GfK, ''il viaggio di una settimana perde mediamente 4 punti percentuali” e, nei mesi fra marzo e giugno gli “short break” (cioè le vacanze con durata inferiore a una settimana) “hanno aumentato notevolmente la loro incidenza a discapito delle vacanze di una settimana'' che mediamente hanno un costo a partire da 700 euro a persona.










