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Viaggi in Nord Africa e Medio Oriente: pioggia di disdette

La rivoluzione dei gelsomini nei Paesi del Nord Africa e Medio Oriente ha bloccato le partenze di migliaia di turisti, mentre aleggia anche sul Giappone e sui paesi asiatici la paura di una contaminazione nucleare, a causa della situazione preoccupante della centrale di Fukushima lesionata dallo tsunami del 10 marzo.

Il calo delle prenotazioni nelle zone considerate a rischio, secondo i tour operator, si aggira intorno al 50%. Ma, se nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo gli affari vanno male, si registra un vero e proprio boom in altre zone del continente africano, da sempre molto amate dai turisti italiani, come Kenya e Namibia. Anche Maldive, Seychelles e Zanzibar sfiorano il tutto esaurito, mentre vanno a gonfie vele anche i pacchetti organizzati verso il mar dei Caraibi, il golfo del Messico e gli Stati Uniti.

Diverse invece le compagnie di navigazione che hanno modificato la rotta delle loro navi da crociera: Msc ha cancellato le tappe a La Goulette, in Tunisia, e ad Alessandria d’Egitto prevedendo soluzioni alternative, spiega la compagnia italiana che, ovviamente, è pronta ad attraccare nuovamente nelle città soltanto nel momento in cui la situazione tornerà alla normalità.

Due settimane fa era stata la Costa Crociere a sostituire gli scali in Tunisia, Egitto e Israele con Malta (Malta), Palma de Maiorca (Spagna) e Cagliari (Italia). Le stesse precauzioni sono state prese anche dalla Royal Caribbean che ha annullato gli scali in Egitto fino al prossimo ottobre e, negli ultimi giorni, ha cancellato anche la tappa in Giappone.

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