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Dubai, un grattacielo in movimento

Un grattacielo in movimento, potrebbe essere l'ennesima incredibile struttura a sorgere a Dubai, negli Emirati Arabi. Il progetto è tutto italiano. Con una particola costruzione dei diversi piani, i residenti potrebbero godere ogni volta di una vista diversa del Golfo Persico.

Nel corso di una conferenza stampa l'inventore, David Fisher, ha detto che la sua "torre" rivoluzionerà il modo di costruire i grattacieli. Fisher non ha esperienza in questo campo, ma è fermamente convinto del successo di questo progetto al quale famosi designer si sono interessati.

Le ambizioni di Fisher vanno ben oltre la realizzazione di un grattacielo con piani rotanti staccati uno dall'altro in grado di muoversi in modo indipendente. Tra le sue idee anche quella di installare turbine eoliche tra un piano e l'altro in grado di produrre energia elettrica per l'intero edificio e quella di realizzare ascensori che consentano ai residenti di parcheggiare l'automobile all'interno dei propri appartamenti.

Un edificio del genere però potrebbe essere severamente controindicato a chi soffre di vertigini, ma Fisher ha assicurato che il movimento sarà così lento da non essere percepito. La struttura, nella quale verrano realizzati uffici, hotel di lusso e appartamenti, vedrà la luce nel 2010 e costerà circa 500 milioni di dollari. La vendita degli appartamenti inizierà a settembre.

"Ognuno dei 59 piani della torre ospiterà un appartamento e ruoterà in maniera indipendente - ha spiegato Fischer - cosicchè il risultato sarà un edificio in continua trasformazione. Gli spostamenti avranno una velocità molto lenta, così da non risultare fastidiosi per gli inquilini della torre, che non percepiranno il movimento, ma potranno svegliarsi vedendo dalla propria camera il sorgere del sole e cenare davanti al tramonto. L'energia elettrica sarà prodotta da una serie di ventole che verranno installate negli spazi liberi tra i piani e sfrutteranno la forza del vento come se fossero mulini. Inoltre anche i singoli piani, girando grazie al vento, produrranno energia. Infine ci sarà l'apporto dei pannelli solari, che verranno posizionati sui tetti di ciascun piano e che durante la giornata, ruotando, rimarranno parzialmente esposti alla luce. In questo modo l'edificio non solo produrrà l'energia che gli è necessaria, ma sarà anche in grado di venderla all'esterno. Secondo i nostri calcoli in un anno la torre fornirà circa 190 milioni di kilowatt di energia, per un valore di oltre 7 milioni di euro".

C'è chi però dubita delle competenze di David Fisher. Laureato all'università di Firenze nel 1976, a metà anni ottanta è giunto a New York dove si è specializzato nella costruzione di prefabbricati e strutture in pietra. Fin qui tutto bene, il fatto singolare è che Fisher ha detto di aver ricevuto un dottorato dall'Istituto Prodeo della Columbia University di New York ma la Columbia ha smentito affermando di non aver mai assegnato una laurea honoris causa a Fisher.

Sembra esserci, dunque, poca chiarezza sul curriculum di David Fisher. Non ci resta che aspettare e vedere se nel 2010 a Dubai si potrà visitare il "grattacielo in movimento".

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