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È allarme in una delle mete turistiche preferite dagli italiani

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È allarme a causa di un’epidemia di colera che ha investito il Paese e che, in pochi giorni, ha mietuto già 45 vittime. Ma i casi di contagio sono drammatici: attualmente, 3mila persone sono ricoverate, molte in gravi condizioni.

È uno stato di allerta che sta provocando non pochi disagi e preoccupazione soprattutto considerando il fatto che il paese vive di turismo e, ogni anno, ospita centinaia di migliaia di viaggiatori provenienti in gran parte dall’Europa (con alte percentuali proprio dall’Italia). Dal Ministero arrivano misure cautelari per evitare che il contagio si propaghi ulteriormente attraverso beni essenziali come il cibo.

L’epidemia di colera - spiegano i funzionari ministeriali - è minaccia per l’industria del turismo soprattutto in questi mesi quando la stagione entra nel vivo”. Muhammad Dahoma, responsabile della prevenzione delle malattie e di controllo presso il Ministero della salute, ha bloccato la vendita di cibo e succhi frutta in aree aperte ed ha predisposto alcuni campi nelle isole di Unguja e Pemba per mettere in quarantena i pazienti che hanno contratto il colera. Parliamo dello Zanzibar.

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Il problema è che, con il passare dei giorni, l’emergenza non pare rientrare, anzi. La situazione precipita anche perché le strutture ospedaliere non sono in grado di gestire centinaia di malati che necessiterebbero di un ricovero. E purtroppo il fattore tempo è determinante in questi casi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, ricorda che questo tipo di infezione intestinale causata da un batterio se non viene trattata nel breve periodo diventa fulminante e conduce alla morte in poche ore. I sintomi più diffusi sono diarrea, crampi allo stomaco e vomito da curare con antibiotici e sali minerali per ristabilire i livelli di idratazione dell’organismo.

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