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Estate 2010, Asshotel: 'Stagione difficile per gli alberghi'

La stagione estiva giunta praticamente al termine non è stata particolarmente positiva per le imprese alberghiere. Anzi. Si può dire che è stata piuttosto problematica. Ad affermarlo Asshotel, l'associazione nazionale imprenditori d'albergo. La scarsa propensione ai consumi, le condizioni meteo poco favorevoli, il cambiamento dei consumi turistici e l'aumento delle vacanze 'mordi e fuggi', hanno gravato sul risultato dell'intera stagione turistica.

Asshotel ha affermato: 'C'è stata da parte delle famiglie italiane una ricerca esasperata del low cost a tutti i livelli, dai trasporti alla sistemazione alberghiera a discapito della qualità, la durata della vacanza è stata mediamente inferiore al passato, così come la spesa media per turista'.

A quanto pare i primi dati sembrano confermare il trend degli ultimi anni. L'associazione ha rilevato che 'il mare appare in costante declino dal 73 per cento del 2006 al 47 per cento del 2010, per un cambio delle abitudini da parte dei consumatori che diversificano le loro vacanze a favore della montagna, di vacanze verdi e di percorsi culturali in costante ascesa'.

Sembra che quest'anno il turismo balneare non sia andato particolarmente bene, in particolare in località come Rimini, l'intera Riviera Romagnola, la Versilia, l'Isola d'Elba, la Liguria, la Sicilia, che storicamente hanno sempre cospicuamente contribuito al successo del turismo balneare italiano. Il presidente di Asshotel, Filippo Donati, ha spiegato: 'Emerge un dato in tutta la sua drammaticità: i fatturati delle imprese alberghiere si sono ulteriormente assottigliati di un 12-16 per cento. In Italia si continua ad assistere ad un basso tasso di utilizzo delle camere d'albergo, unito ad un elevato indice di stagionalità, particolarmente accentuato nel Mezzogiorno, con punte in Calabria e Sardegna. La caduta della redditività delle imprese alberghiere contribuisce a mettere in seria difficoltà un numero crescente di piccole e medie imprese di filiera in tutta Italia'.

Donati ha poi aggiunto: 'Per l'apporto che il turismo ha sempre dato all'economia del Paese senza nulla avere in cambio è indispensabile assumere iniziative che affrontino e risolvano alcune questioni che da sempre si trascinano: dalla governance del settore, ai nodi infrastrutturali, al costo dei servizi, a quello del costo del lavoro ed alla troppa burocrazia. Le imprese, particolarmente quelle piccole e medie, hanno sempre fatto la loro parte e continueranno a farla per migliorare le proprie performances, ma è chiaro che i loro sforzi saranno vani senza interventi decisivi sul piano di una seria politica del turismo che negli ultimi trent'anni è mancata'.

 (foto © LaPresse)

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