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Firenze, la protesta dei taxi contro i risciò

Non è piaciuta affatto ai tassisti fiorentini l'iniziativa di Ian, un turista tedesco che ha pensato di portare in giro per la città qualche straniero a bordo di un risciò. L'iniziativa non è piaciuta perché Ian, per il suo servizio, ha pensato di chiedere in cambio del denaro. Per l'esattezza 8 euro.

Così un gruppo di tassisti, sabato sera, ha deciso di occupare via de' Benci per protestare contro Ian e contro i risciò. Non solo. I tassisti hanno deciso anche di chiamare la polizia. "Ha chiesto alle due ragazze che aveva portato qui da via Calimala, tedesche anche loro, un compenso di almeno 8 euro, infrangendo la legge e senza rilasciare fattura" ha spiegato Marco Righeschi, uno dei dieci tassisti che hanno dato il via alla protesta e che ha assistito alla richiesta di denaro fatta da Ian.

A difesa di Ian si è scagliato uno dei "pedalatori" della città, Mario Gesù che ha detto: "Noi prestiamo servizio per la Pedicab e normalmente, quando si tratta di portare in giro manifesti pubblicitari e coppie di sposi, siamo regolarmente pagati. Poi talvolta la sera prendiamo in affitto un risciò e andiamo in giro a caricare qualcuno. Non chiediamo mai nulla, al limite un contributo spontaneo. Non capisco come possa essere successo tutto ciò. Conosco Ian, è un mio amico venuto dalla Germania che è ospite da me per due settimane, sono stato io a proporgli di prendere un risciò e andare in giro in città. Insomma non faceva nulla di male".

Ma i tassisti sembrano di parere contrario, secondo loro infatti i pedalatori sono imputabili di esercizio abusivo della professione. Al momento il caso è stato solamente segnalato alla polizia che ha provveduto a prendere nota dei nomi delle persone interessate e ha raccolto le dichiarazioni dei testimoni. Tassisti e pedalatori stanno valutando se ci siano gli estremi per una denuncia da entrambe le parti.

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