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Gaudì "palazzinaro", la Sagrada Familia è un abuso

Povero Gaudì. Dopo 40 anni di lavoro sulla Sagrada Familia, a cui dedicò gli ultimi 15 della propria vita, oggi si apprende come l'incompleta basilica sia, se non il più grande, di certo il più bell'esempio di abuso edilizio.

La questione è complessa: come noto la basilica non è stata ancora finita, è completa per il 55%. Ciò significa che gli imponenti lavori hanno attraversato epoche e, soprattutto, amministrazioni differenti. Certo è che, all'inizio dei lavori, nel 1883, tutto era a norma in quanto la competenza amministrativa spettava a Sant Martì de Provençals, all’epoca ancora non unita a Barcellona. Oggi il discorso si complica in quanto nella città catalana non esiste traccia di alcuna concessione edilizia relativa alla costruzione e, soprattutto, all'ampliamento della Sagrada Familia.

Non è un caso poi che tale situazione, vecchia di 125 anni e mai tirata in ballo finora, sia oggi agli onori delle cronache. Il broblema sorge infatti poichè è in atto una "battaglia" tra favorevoli e contrari al tunnel per un treno ad alta velcità da scavare a pochi metri dalla basilica. Chiaro che, in una eventuale sede legale, la mancanza di autorizzazione edilizia potrebbe annullare clamorosamente ogni istanza dei "no tav" spagnoli.

In ogni caso niente paura: per rassicurare il buon Gaudì nell'aldilà, afferma il Patronato competente, basteranno 100 anni e più di silenzio - assenso, nessun ente ha infatti mai obiettato per "l'abuso edilizio".

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