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Groenlandia, un Paese in cammino verso l'indipendenza

La Groenlandia ha iniziato il suo cammino verso l'indipendenza dalla madrepatria Danimarca, l'ex potenza coloniale. La firma ieri di un trattato tra il premier conservatore danese, Anders Fogh Rasmussen, e il governatore-premier di Groenlandia, il socialdemocratico Hans Enoksen, ha dato il via alla nascita del nuovo Stato eschimese. Atteso, entro fine anno, un referendum nella più grande isola del mondo e un voto del Parlamento reale danese.

Il nuovo Stato, abitato da appena 57mila persone, potrà contare sulle ingenti risorse di petrolio, metalli preziosi e altre materie prime. La capitale sarà Nuuk, 15mila abitanti. La Groenlandia ha riscoperto la propria cultura nazionale e desidera difenderla. "La caccia, alle foche, ai trichechi, alle balene per noi è parte del quotidiano - ha detto Job Hellmann, cacciatore di professione - mangiare carne di balena o prosciutto di foca è tradizione". Kupik Kleist, parlamentare, presidente del Partito per l'indipendenza affine alla sinistra radicale, ha spiegato: "Abbiamo inventato noi l'igloo, il kayak, l'eskimo, e ci sentiamo trattati dall'Unione europea e da Copenaghen come barbari. E cosa sono allora gli europei che vengono nelle nostre acque con le loro flotte di pescherecci atlantici e ci tolgono il pane?".

Un cammino di certo difficile quello della Groenlandia verso l'indipendenza ma il Paese non ha timore e si avvia a diventare un grande Stato. Uno dei primi passi necessari da compiere sarà quello di formare una futura classe dirigente qualificata.

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