Excite

Home sharing, dove cercare: i siti migliori per viaggiare low cost

  • Instagram

di Laura Abbate

L'home sharing è un fenomeno in grande ascesa. La condivisione infatti sembra essere la parola d'ordine alla base della nostra economia. Dopo il car sharing, molto in voga anche in Italia, l'idea di cercare alloggio nelle case altrui invece che in hotel sembra stia diventando un'abitudine.

Tanti i siti che consentono di farlo. Ecco allora come cercare e dove cercare anche perché, si vocifera, che il 2016 sia l'anno della consacrazione per l'home sharing. A dare il via al fenomeno è stata la californiana Airbnb che è diventata così il sito di riferimento dei viaggiatori. Da qualche mese ormai anche Milano si è aperta al mercato di Airbnb che con Expo ha avuto un importante exploit. Iscirversi è semplicissimo e anche prenotare. Tra l'altro esistono anche delle varianti, come ad esempio trovare alloggio sulle barche (nei posti di mare) o magari in camper (per chi ama l'avventura). Non avete mai sentito parlare diSailSquare o di Trailermade, questi due siti potrebbero essere il vostro riferimento. Non ci sono rischi per i pagamenti che vengono gestiti direttamente dalla piattaforma e spesso si spende meno che in un hotel.

Ponti del 2016, ecco il calendario delle ferie

Qualche altro nome di riferimento potrebbe essere quello di Coachsurfing, tra i primissimi ad arrivare in rete. Il servizio è gestito da una no oprofit e le sistemazioni sono un po' di fortuna, divani, poltrone e sacchi a pelo la fanno da padrone. Non è tutto, come Airbnb lavora invece Love Home Swap, portale attivo ormai da qualche anno che consente lo scambio dell'abitazione. Il classico io vengo da te e tu vieni da me, così da ottimizzare il costo dell'hotel e riuscire a visitare una città, magari con tutta la famiglia. Di recente è nata anche Culture Go Go, un originle modo per imparare l'inglese e conoscere nuova gente. Invece di pagare il classico corso di lingua, che costa pure fior fior di quattrini, potete tentare l'esperimento di avere in casa una persona madrelingua disposta a insegnarvi l'inglese in cambio di vitto e alloggio. Insomma, la condivisione fa bene e i numeri lo dimostrano. Nel 2015, gli utenti che hanno usufruito dell'home sharing sono nettamente cresciuti. E nel 2016 potrebbe esserci un vero e proprio boom.

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2018