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Il Colosseo fra le nuove 7 meraviglie del mondo

C'è anche il Colosseo fra le "Nuove Sette Meraviglie" del mondo, insieme alle rovine maya di Chichen Itzá (Messico), quelle inca di Machu Picchu, il Taj Mahal in India, la Grande muraglia cinese, il Cristo Redentore di Rio de Janeiro (Brasile), Petra in Giordania, proclamate sabato a Lisbona durante un mega-spettacolo nello stadio da Luz, quello del Benfica per intenderci, sulla base dei risultati di un sondaggio planetario realizzato per iniziativa del cineasta svizzero Bernard Weber, cui secondo gli organizzatori hanno partecipato 100 milioni di persone.

L'entusiasmo per il riconoscimento ricevuto dall'Anfiteatro Flavio si è rapidamente accompagnato alle polemiche. Levate di scudi sono arrivate da parte di Vittorio Sgarbi, Vaticano e Unesco."Che fra le nuove meraviglie ci sia il Colosseo appare più una beffa che una scelta" Dice Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura del comune di Milano, rivolto al Sindaco di Roma Walter Veltroni ("La scelta del Colosseo deve inorgoglire tutti i romani, soprattutto perchè è il frutto di un voto popolare che ha coinvolto milioni e milioni di persone in tutto il pianeta") "Veltroni dimentica di dire" aggiunge Sgarbi "che il Colosseo vuol dire l'Italia, e che la scelta era obbligata perchè il Colosseo era l'unico monumento italiano proposto nella lista di quelli da votare su internet. Non era possibile votare Venezia, Firenze, San Pietro in Vaticano: escludere il Colosseo sarebbe stato come escludere l'Italia. È lo stesso metodo con cui si è indicato in Veltroni il futuro premier. Veltroni è come il Colosseo non sappiamo fino a che punto l'Italia possa dirsi rappresentata".

A protestare contro le scelte compiute dal sondaggio è anche il mondo della Chiesa "Appare inspiegabile e sospetto che fra le nuove meraviglie non ci sia neanche un'opera cristiana" ha detto monsignor Mauro Piacenza presidente delle Pontificie commissioni dei beni culturali e di archeologia sacra del Vaticano. L'iniziativa di Bernard Weber non ha,infine, rallegrato l'Unesco"è frutto di una decisione privata - precisa una nota dell'organizzazione mondiale per la cultura - che non potrà in alcun modo contribuire in maniera significativa e durevole alla preservazione dei siti eletti. Non c'è alcun punto di paragone fra la trovata mediatica e il lavoro scientifico ed educativo di iscrizione dei siti sulla Lista del Patrimonio Mondiale".

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