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In forse l'affare Coca Cola-Venezia

Il Comune di Venezia sembra voler valutare con maggior attenzione l'accordo con la Coca-Cola in base al quale nel centro della città dovrebbero essere posizionati numerosi distributori di lattine, tramezzini, snack e panini.

Gruppi politici presenti in consiglio comunale, molte categorie economiche e opinione pubblica contestano soprattutto il prezzo che verrebbe pagato in cambio dell'installazione di questi distributori automatici. Secondo il presidente della Fondazione Musei, Sandro Parenzo, il contratto sarebbe dovuto valere tre volte tanto. Così si stanno facendo sempre più insistenti le voci secondo le quali per la concessione di distributori automatici si potrebbe arrivare ad una gara pubblica.

Jacopo Molina, del Partito Democratico, ha detto: "Se si procederà ad evidenza pubblica, cioè con una gara per me va benissimo, ma ciò che non riesco a comprendere è a che cosa servano tutte queste direzioni marketing, consulenze e società comunali se poi si deve ricorrere ad un mediatore. Possibile che con il peso che ha Venezia non si riesca ad imbastire una trattativa diretta? Ciò che contesto è un'altra prova di un approccio non professionale ad un tema serio come il reperimento di fondi. Se, come pare si dovesse chiudere, mi chiedo quale sarà la credibilità del Comune di fronte a società importanti che in futuro volessero investire su Venezia la propria immagine. Almeno da questo punto di vista un danno c'è già stato comunque".

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