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In trattoria a non più di 10 euro, le dritte della stampa estera

Mangiare bene e spendere poco. In Italia è possibile. A renderlo noto una ricerca condotta dal canale satellitare Alice su 100 testate internazionali di 12 paesi diversi su 100 testate internazionali di 12 paesi diversi.

Da Pepi, per esempio, locale triestino "Si mangia un piatto di carne mista a soli dieci euro. Guai a chi mi parlerà ancora male di Trieste", è l'opinione di Mark Bittman nella sua rubrica di viaggi sul New York Times.
Va bene anche in laguna, "Fate come i veneziani - è l'esortazione - recatevi ai Bacari dove assaggi di polenta e merluzzo, gamberetti, pane tostato e salumi costano circa 12 euro, ancora meglio in Campania: "Fermatevi in un piccolo hotel o in un B&B e cercate le vecchie trattorie dai prezzi ragionevoli e il cibo eccellente come la Taverna del Leone a Positano", scrive il Guardian. " all'Antico Forno Roscioli", siamo a Roma, "i primi piatti costano circa 5 euro" sottolinea il Financial Times.

"Con la concorrenza che c'è è l'unico modo per lavorare", dice il cuoco milanese Davide Oldani. "E' stato un bene puntare sulla cucina tradizionale, materie fresche, di stagione e locali. Per dire, i pomodori escono dalla mia cucina il 21 settembre e rientrano il 20 giugno. Lo stesso per le zucchine o il melone. Solo così è possibile tenere i prezzi bassi". Lo chef, forte del suo successo, non ha dubbi: "Non critico chi pratica prezzi alti ma io non lo faccio. La clientela è preparata, conosce la qualità dei cibi e sa qual è il prezzo giusto. L'epoca dello spendere facile al ristorante è finita".

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