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Israele punta sul turismo omosessuale

La nuova campagna del ministero del Turismo israeliano? Due giovani ragazzi con in testa la kippah degli ebrei osservanti, che si guardano negli occhi sullo sfondo di Gerusalemme oppure una coppia dello stesso sesso a dorso di un cammello e ancora un'altra immersa nelle acque del Mar Morto. Sì, la nuova campagna che invita a visitare Tel Aviv è decisamente "gay friendly".

Tel Aviv è considerata da qualche anno una delle mete del turismo gay insieme a città come Barcellona, Berlino o San Francisco. L'iniziativa che ha l'intenzione di promuovere in realtà tutto il territorio, compresa Gerusalemme, mira a far colpo esplicitamente sul target degli omosessuali "Spesso sono benestanti, spendono, vanno nei locali e alle feste". Così è riportato sul quotidiano Yedioth Ahronoth, che ha pubblicato le foto in prima pagina.

La campagna è stata realizzata in collaborazione con l'associazione omosessuale Aguda, che da tre anni collabora con il ministero. Gli scatti verranno inseriti in una guida da distribuire negli alberghi di Tel Aviv o alle agenzie di viaggi all'estero e ovviamente hanno già suscitato qualche critica. Il vicepremier Eli Yishai, del partito ultraortodosso Shas, commenta così la notizia: "Gerusalemme non è Amsterdam e chiunque non riconosca la sacralità della città farebbe meglio a starne lontano. È una campagna ingannevole, per una minoranza deviata, non può essere sponsorizzata dallo Stato". Altri politici condividono il suo parere, ma di fatto le leggi israeliane per i diritti degli omosessuali sono tra le più avanzate e secondo Shai Doitsh, che ha seguito il progetto per Aguda, Yitzhak Aharonovitch, il successore dell'ex ministro ed ideatore della campagna Avraham Hirschson, pur avendo promesso di rivedere l'iniziativa, "Non arriverà a fermarla. Sa che gli omosessuali sono degli ottimi clienti".

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