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La Grotta Azzurra di Capri è inquinata e viene chiusa

La Grotta Azzurra di Capri è stata chiusa perchè inquinata: è stato infatti notato galleggiare in superficie del materiale biancastro che ha causato malesseri ai turisti e ai barcaioli.

Stando alla testimonianza di Ciro Fiorentin, uno dei 42 barcaioli soci della Cooperativa battellieri della Grotta intervistati dalla Repubblica di Napoli, "quando siamo entrati l´impatto è stato terribile: c´era questo odore forte e l'acqua aveva un colore strano, mai visto prima. Ci bruciavano gli occhi, una cosa mai successa finora. E poi il mare. Dentro la grotta muovevo i remi e non riuscivo a vedere gli schizzi dell´acqua, una cosa assolutamente innaturale".

Il video della Grotta azzurra

A quel punto intorno alle 11 di ieri mattina è partita la segnalazione alle autorità competenti che hanno chiuso l'accesso alla Grotta per poi riaprirlo intorno alle 15; a quel punto, dicono i testimoni, l'acqua era tornata pulita, non c'era alcun odore cattivo e si riuscivano anche ad effettuare le consuete gite turistiche.

Poi, però, di nuovo la chiusura alle 17 di ieri e nessuna spiegazione ufficiale circa l'accaduto anche se gli esperti concordano nel supporre che si possa essere trattato di candeggina o cloro, provenienti magari da qualche tubazione collegata al depuratore ai Anacapri o da qualche piscina sopra la Grotta.

Interpellato dal Mattino di Napoli, il ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo annuncia linea dura: "il governo si costituirà parte civile nel processo contro chi ha inquinato Capri. [...] Chi ha provocato simili danni non può restare impunito".

Per la Prestigiacomo non si può non pensare a qualche infiltrazione della criminalità organizzata a causa di uno "scenario inquietante. Problemi strutturali, mancanza di infrastrutture, rete fognaria incompleta, non tutte le abitazioni collegate alle condotte. [...] Le condizioni potrebbero prestarsi a condizionamenti, a interessi illegali".

Il ministro accusa sia gli enti pubblici che i privati cittadini sostenendo che "gli enti locali, Regioni in testa, hanno gli strumenti per la vigilanza e debbono usarli. Non servono commissioni e sovrastrutture. Poi, è mai possibile che neppure un cittadino abbia mai dato l’allarme quando venivano scaricati liquami e vetri in mare? [...] Chi vede un vicino sfregiare l’ambiente ha il dovere di alzare la voce, di denunciare senza paura per rispondere a un dovere civico e di coscienza".

Intanto i sindaci di Capri e Anacapri gridano al complotto con il primo cittadino di Anacapri che denuncia: "stiamo alimentando una psicosi immotivata, l´isola non è inquinata, siamo di fronte a una forma di accanimento. Quella schiuma potrebbe essere stata scaricata da uno dei tanti yacht che sostano vicino alla costa".

E per Capri l'estate non è certo positiva dal punto di vista ambientale e dunque dell'impatto sui turisti: solo una settimana fa sono stati arrestati due dipendenti della ditta Ecology per aver gettato liquami in mare a pochi metri dalla Grotta e sempre nello stesso periodo il titolare del Bagno Tiberio era stato sorpreso mentre scaricava al largo del vetro.

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