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Le vacanze ci rendono stupidi

Dopo una o più settimane di relax, mare, sole e viaggi… diventiamo più stupidi: a scoprire la strana correlazione tra le vacanze e l’abbassamento del quoziente intellettivo è stato il Daily Telegraph, che ha raccolto una serie di dati.

Lo stress da partenza riduce il QI

Secondo il quotidiano britannico, il “crollo” avviene giù prima dell’inizio delle vacanze, a causa di uno stressante scambio di e-mail con le agenzie di viaggi, le compagnie aeree e gli hotel che dobbiamo contattare per prenotare. La nostra attenzione, più che essere concentrata sul lavoro, si perde nell'attesa di notizie esterne. Addirittura, secondo lo psicologo Glenn Wilson del Gresham college di Londra, un intenso scambio di posta elettronica fa perdere fino a 10 punti di quoziente intellettivo: un crollo pauroso, se si pensa che è più del doppio di quanto si perde consumando forti quantità di cannabis.

Il viaggio, tra ansia e alcol

Una volta pronti per la partenza, non siamo affatto al riparo: a causa dello stress causato da ritardi dei voli, scioperi all’aeroporto, valigie smarrite e disguidi dell’ultimo minuto, l'organismo produce una sostanza chiamata cortisolo che danneggia le cellule dell'ippocampo, pregiudicando la capacità di concentrazione; e se, per alleviare lo stress, si cede alla tentazione di un drink per alleviare la tensione, tanto peggio: il QI può scendere di altri 10 punti.

In vacanza: il crollo definitivo del QI

Ma è proprio alle soglie del meritato relax che avviene il crollo: secondo Siegfried Lehrl, docente dell'università di Erlangen, l'inattività riduce l’afflusso di ossigeno al cervello, causando addirittura la disidratazione dei lobi frontali; in questo modo, il volume delle cellule cerebrali può diminuire fino al 15%. Bastano due settimane di riposo assoluto per diminuire il QI di 20 punti, che rappresentano la differenza che c'è fra uno studente brillante e uno normale.

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