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Lonely Planet usata per ricostruzione Iraq

Che le Lonely Planet fossero delle ottime guide turistiche era cosa risaputa, ma che fossero addirittura così ben fatte da poter supportare un'azione militare, era cosa inimmaginabile. Pare vera, comunque, la notizia secondo cui 170 funzionari statunitensi e britannici incaricati di preparare un piano per la ricostruzione in Iraq utilizzarono proprio la 'Lonely Planet' per orientarsi a Baghdad.

A raccontarlo è l'ex ambasciatore americano, Barbara Bodine, che nell'aprile 2003 fece parte del team partito dopo la caduta di Saddam Hussein. Allora l'amministrazione Bush non diede alcun informazione, così come fornì un piano per la ricostruzione piuttosto vago. L'unica soluzione fu proprio ricorrere all'edizione del 1994 della guida turistica. Sono ovviamente gli stessi funzionari ad essere sbigottiti dall'accaduto: "E' una grande guida, ma non dovrebbe essere la base per un'occupazione" dichiara la Bodine nel corso di un'inchiesta della 'Bbc' e il generale Tim Cross, l'ufficiale britannico piu' alto in grado che ha preso parte alla missione, rivela al Sunday Mirror che "Il piano a lungo termine era non avere bisogno di un piano".

Il Mirror fa anche un confronto fra l'edizione 1994 e quella 2007 della guida. Se nel '94 la Lonely Planet scriveva che "L'Iraq ha le radici nella Storia. Dagli anni '50 è molto cresciuto. Ci sono molti luoghi interessanti da visitare", oggi mette categoricamente in guardia i turisti "E' uno dei posti più pericolosi della terra. Gli occidentali sono obiettivo di rapimenti e di attacchi suicidi. Non è un posto dove andare in vacanza".

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