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Low cost, sogno o illusione?

Quella del 2009 è stata davvero un'estate di fuoco per le compagnie low cost. Prima il caso della vicentina Myair, poi quello della slovacca SkyEurope, per non parlare del tour operator online, Todomondo, con sede a Gallarate. E se in quest'ultimo caso si può parlare di truffa, nei primi due il discorso è diverso. Bilanci in rosso e fallimento sono gli spettri che aleggiano sulla fine di queste due compagnie low cost. Il risultato comunque non cambia. Milioni di passeggeri quest'estate sono letteralmente rimasti a terra.

Ecco dunque che un pensiero e una domanda cominciano a prendere forma. Ma le low cost hanno veramente un futuro, una solida base sulla quale ergersi? Oppure sono solo uno specchietto per le allodole che al primo soffio di vento un po' più deciso perdono quota per schiantarsi malamente al suolo? La domanda è inquietante e il rischio che nei mesi avvenire si possa assistere al tracollo di qualche altra compagnia potrebbe non essere poi così irreale. Solo nel 2009 l'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile) ha sospeso la licenza a quattro compagnie aeree: Air Viaggi San Raffaele, Action Air, MyAir ed Elio Srl.

Un articolo pubblicato dal quotidiano Il Tempo sottolinea come il fallimento di SkyEurope sia il simbolo del mercato del trasporto aereo; un mercato che negli ultimi mesi ha registrato bilanci nettamente in perdita, almeno secondo i dati dell'International Air Transport Association (Iata).

Nei primi sei mesi dell'anno le compagnie aeree hanno fatto registrare perdite superiori a ben 6 miliardi di dollari, perdite che non sembrano arrestarsi. L'estate, si sà, un certo traffico lo smuove, ma l'allarme è sempre alto. Nel secondo trimestre sono 50 le compagnie che hanno dichiarato perdite oltre i 2 miliardi di dollari e di 4 miliardi nel primo. Chi tiene bene, almeno per ora, sembrano essere il Nord e il Sud America.

A Il Tempo il segretario generale di Assaereo, Aldo Francesco Bevilacqua, ha spiegato: "C'è un problema strutturale nel modello di business dove i margini sono ridotti. Di situazioni di difficoltà economiche ce ne sono numerose. Si è costretti a fare acquisti in condizioni di oligopolio o addirittura monopolio. Questo vale per l'acquisto dei mezzi, del carburante, della concessione di un leasing, dei softwere. Mentre le compagnie aeree sul mercato che sono in concorrenza sono molte".

Le low cost nate negli anni Settanta in America hanno cominciato a conquistare il mercato europeo negli anni Novanta con la nascita della compagnia irlandese Ryanair. Da quel momento sono numerose le low cost che hanno preso vita rivoluzionando, letteralmente, il settore del trasporto aereo. Ma come è possibile offrire voli a costi talvolta tanto esigui assicurando allo stesso tempo sicurezza? Innanzitutto grazie all'applicazione di prezzi differenti allo stesso prodotto a diversi consumatori, ecco dunque che prima viene acquistato il biglietto aereo, minore è il prezzo che si paga, e poi grazie a una politica di riduzione permanente dei costi di gestione che risultano inferiori a più del 50 per cento di quelli delle compagnie aeree classiche.

Tale politica di riduzione è applicabile grazie al massiccio ricorso ad internet per le vendite; all'uso di aeroporti minori, che porta a pagare tasse più basse e a ridurre i tempi di sosta a terra degli aerei; alla riduzione dei servizi a bordo, ossia una sola classe di passeggeri, libera scelta dei posti a sedere, eliminazione dei pasti gratuiti a bordo; alla razionalizzazione della manutenzione con l'uso di vettori aerei di un solo tipo; alla razionalizzazione del personale.

Di certo il trasporto aereo rappresenta un grande business, basti vedere la questione Alitalia che ha tenuto e tuttora tiene banco nel nostro Paese. Ma quale potrebbe essere il futuro? Solo qualche tempo fa era stata paventata l'ipotesi della trasformazione di AirOne in low cost, ipotesi però ritenuta di difficile realizzazione da Gregory Alegi, docente all'Accademia aeronautica e all'università Luiss, che aveva detto: "Le compagnie low cost si reggono sui costi di produzione stracciati. Se una compagnia tradizionale vuol creare una branca low cost deve rinegoziare tutti i contratti di lavoro, tutti i contratti con i fornitori, tutti i contratti con gli aeroporti. Deve cambiare la testa dei dipendenti, dei dirigenti... Ma se si vuol fare una low cost è molto più facile partire da zero, con una nuova compagnia e gente dalla mentalità nuova che aderisce al progetto da subito".

Sulle compagnie aeree e sul loro destino irrompe poi la complicata questione dei contributi statali. L'Unione Europea proibisce di finanziare o sovvenzionare alcuna compagnia aerea, ma di fatto si è visto che questo non sempre accade. La compagnia irlandese low cost Ryanair in più di un caso ha ricevuto degli incentivi.

Ma l'ignaro viaggiatore come può provare a non rimetterci? Ecco dunque che la rete si scopre essere un utile strumento attraverso il quale trovare preziosi consigli su some orientarsi nel vasto mondo delle offerte delle molteplici compagnie aeree low cost e non. Il sito mondoinformatico.info ha quindi deciso di aiutare l'utente a districarsi nel fitto reticolo di proposte all'apparenza invitanti senza il rischio di incappare in una colossale fregatura.

Punto primo: fare attenzione al prezzo. Di norma sul web le tariffe sono migliori rispetto a quelle offerte da un call center. Sul motore di ricerca Skyscanner è possibile cercare le tratte di voli low cost ed essere indirizzati verso il sito della compagnia prescelta. Con Easylow, inoltre, è possibile monitorare ogni giorno le offerte delle compagnie aeree per quanto riguarda voli diretti per Europa e per il resto del mondo. Punto secondo: controllare la dimensione dei bagagli. In diversi casi, infatti, le compagnie low cost fanno pagare salato i kg in eccesso. I parametri possono essere trovati tra le informazioni elencate nei siti delle compagnie stesse oppure accedendo a un apposito forum dedicato ai viaggi, come per esempio "Viaggiare". Punto terzo: ricordarsi di portare con sé una copia della Carta dei Diritti del Viaggiatore. Il documento può essere scaricato dal sito dell'Enac. Ultimo punto: informarsi sulle compagnie giudicate, per così dire, poco attendibili. E' in circolazione, infatti, una vera e propria "black list" delle compagnie aeree. E adesso a tutti buon viaggio.

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