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Lunar Cubit, le piramidi nel deserto

Lunar Cubit ha vinto la prima edizione del concorso Land Art Generator Initiative. Lunar Cubit è il progetto del team newyorchese guidato dall’architetto Robert Flottemesch, risultato la migliore opera di architettura pubblica in grado di produrre energia rinnovabile. La premiazione è avvenuta questa settimana ad Abu Dhabi, nei pressi della città ecologica di Masdar, in occasione di un convegno mondiale sulle fonti di energia del futuro.

L’arte e l’ecologia spesso si sono unite per dar vita ad installazioni e opere ecologiche. Un esempio è dato da Milano, dove sta per nascere la montagna di sale di Mimmo Paldino, un’opera di oltre 20 metri per 30 che sarà eretta davanti al Duomo della città. Lunar Cubit non è solo un’opera d’arte ma è una vera e propria centrale solare in grado di fornire energia pulita per oltre 250 abitazioni.

Si tratta di otto piramidi di vetro, acciaio, pannelli solari e LED disposte attorno ad una nona piramide più grande delle altre. La spettacolarità di queste strutture che richiamano le antiche tombe di sepoltura degli egizi è che sono tutte diverse tra loro perché rappresentano otto fasi del ciclo lunare.

Di notte Lunar Cubit si illumina in modo inversamente proporzionale alla luna, la luce è minima quando la luna è piena ed è massima quando la luna non c’è. Lo spettacolo è davvero unico, anche perché la centrale solare si trova nel buio deserto, dove la sera ci sono solo la luna e le stelle ad illuminare la città di Masdar.

(Foto © zedomax)

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