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Maldive, le isole ancora sconosciute

Chi ha detto che sia difficile uscire dai soliti circuiti turistici e dalla prevedibilità? Sulle orme di Hugh Findletar, fotoreporter giamaicano che vive in Italia da molti anni, si può scoprire il lato più autentico delle Maldive: dieci giorni su una motobarca di legno, a girovagare tra le isole meno conosciute della zona. [Guarda la fotogallery]

Si parte da Kandooma, l'isola dove uomini e donne indossano i parei con i mobil, grappoli di pesci pendenti; si prosegue a Vashugiri, dove gli abitanti sono tutti pescatori e costruiscono da soli le proprie barche di legno, chiamate doni; e poi isole come Lohifushi, Guraidhookandu e Filitheyo, dove i delfini si lasciano ammirare in eccezionali spettacoli acquatici e i fondali corallini sono una vista da non perdere.

A largo delle isole Ariyadhookandu e Maayafushi si trova invece il tratto di oceano migliore per praticare lo snorkeling, che consiste in ricognizioni subaquee con pinne e maschera soltanto, ovvero senza muta nè bombola per l'ossigeno, per chi cerca le suggestioni più forti. I mesi ideali sono ottobre e novembre, quando la temperatura si aggira sempre intorno ai trenta gradi e l'acqua si mantiene costante sui ventotto.

"Una volta in quelle zone genuine non si può rinuciare, scrive Findletar, ad assaggiare il beetlenut, la noce macinata di una pianta locale che viene mescolata alla polvere di corallo bianco - ricco di calcio -, alle foglie di tè e ai chiodi di garofano". Pare funzioni come potente afrodisiaco.

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