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Mar Ligure, Greenpeace: "Santuario dei cetacei? Fogna a cielo aperto"

In seguito alla ricognizione effettuata sull'area del Mar Ligure ad agosto 2008 a bordo della nave Arctic Sunrise, l'organizzazione ambientalista Greenpeace ha stilato un rapporto allarmante. L'organizzazione denuncia il fatto che il Santuario dei cetacei sia ridotto a una "fogna a cielo aperto". Le balenottere potrebbero essere diminuite ben del 75 per cento e le stenelle, famiglia dei delfini, del 50 per cento.

Per effettuare l'indagine sono stati prelevati campioni d'acqua, contati i cetacei ed è stato monitorato il traffico marino. L'area controllata è quella occidentale del Santuario, ossia all'incirca il triangolo Alghero-Tolone-Genova. Inquinamento, traffico, pesca illegale e mancanza di un ente di gestione e di un piano di tutela, sono i maggiori responsabili di questa grave situazione.

L'organizzazione ambientalista ha affermato: "Nel Santuario non è stato fatto assolutamente nulla di specifico per prevenire ed eliminare progressivamente l'inquinamento (anzi, vi si vuole insediare la prima industria offshore: il rigassificatore di Livorno-Pisa), per limitare i rischi di collisione delle imbarcazioni con i cetacei e prevenire gli impatti dei rumori, per mettere un freno alla pesca illegale o per proteggere la fascia costiera. Italia, Francia e Monaco non sono quindi molto meglio del Giappone che uccide balene per 'scopi scientifici'. Il Santuario è solo fumo negli occhi, che nasconde il calo progressivo dei cetacei nel Mar Ligure causato da vecchie e nuove minacce".

Secondo Greenpeace è necessario sottoporre il Santuario dei cetacei a un regime di tutela e gestione, creando una grande riserva marina d'altura con divieto di pesca e immissione di sostanze tossiche o pericolose, in modo tale da proteggere questo speciale ecosistema.

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