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Maya, fine del mondo: da Bugarach al Piemonte, i bunker naturali per salvarsi dalla profezia

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Manca poco meno di una settimana alla fine del mondo che, secondo la profezia dei Maya, si realizzerà il prossimo 21 dicembre. In tutto il mondo è caccia ai luoghi che, secondo le credenze più disparate, potrebbero salvarsi dall'Apocalisse. Centinaia di turisti si preparano ad assaltare il borgo francese di Bugarach, sui Pirenei, mentre anche in Italia è corsa alle prenotazioni in Val d'Itria, in Puglia, dove si è rifugiata una comunità di seguaci di un santone indiano.

Guarda il video su Angrogna, il paese che si salverà dalla profezia

Ma la Puglia non è l'unico luogo italiano dove (forse) si potrà trovare rifugio in vista dell'Apocalisse: pare che anche in Piemonte, ad Angrogna, si sia un altro "bunker naturale". Si tratta del piccolo paese di Pradeltorno, una manciata di case abbarbicate in Val Pellice, abitate da poco meno di mille persone che, secondo alcuni sostenitori della profezia dei Maya, sarà risparmiato dalla fine del mondo.

Insomma, tra chi cerca di fuggire e chi invece di scoprire ogni segreto dei Maya, saranno comunque in molti a festeggiare, il prossimo 21 dicembre, soprattutto se in realtà non accadrà nulla. Quale miglior spumante, allora, dell'etichetta appositamente creata per l'occasione. Il "vino dell'Apocalisse" è infatti prodotto da un affarista turco dalle uve dei vigneti di Sirince, un villaggio di 600 abitanti non lontano dal confine con la Grecia e dalla città di Efeso, ritenuto, dagli appassionati del genere, luogo dall'eccezionale energia positiva che sarebbe in grado anche di salvare dalla catastrofe della fine del mondo chiunque lo raggiunga; anche lì i media locali prevedono l'arrivo di almeno 60.000 persone, un record assoluto per la stagione invernale.

A dominare la Top 10 "eno-apocalittica" dei vini della fine del mondo è, al primo posto,un vino piemontese, quasi a conferma del fatto che anche in Piemonte si nascondono influssi positivi anti-Maya: è il Barolo Monfortino 1964 di Giacomo Conterno, seguito dal Sassicaia 1985 della Tenuta San Guido e dal Brunello di Montalcino Riserva 1955 di Biondi Santi, e da bottiglie "da urlo" come Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 1989 delle Cantine Ferrari, Amarone Classico 1990 di Allegrini ed Amarone Classico 1971 di Quintarelli, passando per il Franciacorta Vittorio Moretti Riserva 2001 di Bellavista, il Masseto 2001 della Tenuta dell'Ornellaia, il Solaia 1988 della Marchesi Antinori fino al Sagrantino di Montefalco "25 Anni" 1995 firmato Caprai.

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