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Milano contro l'happy hour

L'assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna ha proposto sconti per chi beve analcolici. Che Milano sia la città regina dell'happy hour ormai è certezza, ha quindi suscitato scalpore, ma soprattutto malumore, tra i gestori dei locali la battaglia intrapresa dall'assessore contro la pratica diffusa dell'aperitivo serale.

Secondo Landi di Chiavenna "si beve troppo e troppo presto". Ecco dunque che ieri all'incontro con l'Unione del commercio in programma per parlare della campagna contro gli eccessi dell'alcol, l'assessore ha sferrato il suo attacco contro l'happy hour. Attacco che ha prontamente suscitato la decisa reazione di chi fa parte del settore.

"Una vergogna. Adesso basta! Siamo il parafulmine delle emergenze di questa città... - ha detto Lino Stoppani, a capo dell'Epam, l'associazione milanese dei pubblici esercizi - Ma se organizziamo corsi per gli associati, se pretendiamo che facciano più controlli a difesa degli adolescenti al bancone, se aderiamo a tutte le manifestazioni possibili per contrastare gli abusi dell'alcol! Vorrei sapere: in città, per esempio nelle scuole, si fa sensibilizzazione sui rischi del bere?". E Rudy Citterio, uno dei dirigenti dell'Epam, ha affermato: "Lo scopo di tutti, commercianti e politici, deve essere l'insegnamento della cultura del bere. Dobbiamo accompagnare i giovani. Non bastonarli, come invece succede, con divieti vari".

Ma come sottolineato dal quotidiano Il Corriere della Sera, Landi di Chiavenna non vuole "rompere le scatole". L'assessore ha spiegato: "Non sto facendo una crociata. Vorrei che fossero riviste determinate cose. Per esempio: si promuovano sconti per chi sceglie una bevanda non alcolica. Noi come Comune lo proporremo, inizieremo a lavorarci. In fondo già si beve fino a notte fonda... Se si comincia nel tardo pomeriggio i rischi aumentano".

 (foto © LaPresse)

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