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Napoli, sciopero sul Vesuvio

Da ieri mattina i Lavoratori socialmente utili (Lsu) delle cooperative che gestiscono i servizi dell'Ente Parco Vesuvio hanno occupato le sedi del Parco nazionale a San Sebastiano e Ottaviano e dell'ingresso al sentiero che conduce al cratere per chiedere alla Regione e all'Ente Parco risposte circa il loro futuro occupazionale. Solidali con la protesta gli addetti alla biglietteria a quota mille che hanno interrotto l'erogazione di ticket. Così da ieri il percorso che conduce al cono è inaccessibile.

Ciro Fusco della Cisl ha spiegato: "Vogliamo che venga fatta subito chiarezza. Agli Lsu di due cooperative che si occupavano della manutenzione dei sentieri era stata assicurata la stabilizzazione del lavoro e invece sono trascorsi più di due anni e siamo ancora in attesa di risposte". Si è però preoccupati del fatto che lo sciopero, se protratto, possa avere ripercussioni piuttosto negative sul turismo. Luigi Maisto, guida alpina vulcanologica in servizio sul Vesuvio, ha detto: "Anche se il maltempo ha dimezzato il numero dei visitatori, ci sono comunque centinaia di turisti costretti a tornare a casa senza aver potuto visitare l'area più caratteristica del Parco. Esprimiamo la massima solidarietà a coloro che protestano. E' necessario risolvere questa situazione entro il ponte del Primo maggio, in cui è previsto il massimo afflusso: dopo l'emergenza rifiuti, un ulteriore danno d'immagine sarebbe letale per il turismo nell'area vesuviana".

Ma il presidente del Parco ha assicurato: "Ho parlato con i promotori della protesta e ho spiegato che i progetti che prevedono il reinserimento lavorativo sono in dirittura d'arrivo. Molti saranno impiegati nella manutenzione organizzata da Ente Parco e Regione. Gli enti pubblici devono ottemperare ad adempimenti burocratici che allungano notevolmente i tempi, ma questa volta credo che in pochi giorni la vertenza sarà chiusa".

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