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Perché non si dovrebbe mai buttare la carta d'imbarco?

L'aereo sta ancora atterrando ma si siamo già pronti a slacciare le cinture e mettere piede in una nuova terra o, semplicemente, a casa, finalmente. Quando si viaggia in aereo ci sono alcuni gesti che compiamo con talmente tanto automatismo che non ci rendiamo conto dei rischi. Come la carta d'imbarco. La rigiriamo tra le mani oppure la infiliamo in tasca e, al primo cestino dell'immondizia, la appallottoliamo e la gettiamo. Tanto è carta straccia. Errore: la carta d'imbarco, infatti, rivela tanto della nostra identità. E gli hacker e i malintenzionati, in giro, non sono mai pochi.
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SICUREZZA

Non è un fatto di paranoie e manie di persecuzione. La carta d'imbarco è, a tutti gli effetti, un documento che mette nero su bianco la nostra identità. Perciò, visto che non costa niente, come prima cosa mettiamo la nostra privacy in sicurezza. Ciò vuol dire non lasciare la carta d'imbarco sul sedile dell'aereo e non gettarla nel primo cestino pubblico che troviamo lungo la strada. È meglio portarla con sé a casa (è solo un foglio, non costa nessuna fatica) per disfarsene in sicurezza, strappandola in mille pezzettini non "ricomponibili".

SOCIAL MANIA

Nell'epoca 2.0 viaggia tutto a ritmo di post. E, ormai, non riusciamo più a muovere un passo senza documentare l'avvenimento sui nostri profili social. Va bene postare le foto del viaggio, dell'imbarco, dell'aereo, dell'albergo. Ma, almeno, evitate che negli scatti finisca la carta d'imbarco. I social, infatti, sono le piattaforme preferite dagli hacker.
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CODICE A BARRE

Un eventuale furto d'identità, da parte degli hacker, ovviamente non avviene mediante le credenziali stampate sulla carta ma dal codice a barre. Attraverso esso, infatti, è possibile risalire ai dati sensibili. Esistono dei programmi (o, banalmente, dei siti web) che "leggono" i codici dando così accesso alle informazioni riservate. Le conseguenze? Potrebbero modificare il vostro viaggio di ritorno, ad esempio, o entrare nel conto on line.

LA TESTIMONIANZA

Brian Krebs, esperto di sicurezza informatica, ha spiegato come, attraverso il codice a barre, sia possibile accedere alle informazioni riservate. Un suo lettore, un uomo di nome Cory, ha visto sui social la foto postata da un amico della sua carta d'imbarco e si è collegato sul sito in grado di leggere il codice a barre: “Oltre al suo nome, il numero frequent flyer e altri dati personali, sono stato in grado di ottenere il suo record locator (il tasto di registrazione, ndr) per il volo Lufthansa che stava prendendo quel giorno. Sono andato nel sito internet della compagnia aerea con i codici di accesso e con il record locator di Lufthansa sono stato in grado di ottenere l’accesso a tutta la sua documentazione. Non solo ho potuto vedere questo volo, ma ho potuto vedere tutti i voli futuri che sono stati prenotati con lo stesso numero frequent flyer di Star Alliance".

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