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Ponte Immacolata e crisi

  • La Presse

Il periodo di crisi che attanaglia il nostro Paese obbliga gli italiani a fare vacanze all'insegna del risparmio, e, nella maggior parte dei casi, a restare a casa e rinunciarvi.

Secondo l'Adoc, soltanto il 13% degli italiani si muoverà per il Ponte dell'Immacolata. A confermarlo anche i dati di Federalberghi, che ha realizzato un'indagine tra il 29 novembre e il 3 dicembre, ancor prima dell'ultima manovra di Monti, che costringerà gli italiani a molti sacrifici.

Saranno 4,9 milioni i partenti, con una diminuizione dell'8,3% rispetto al 2010.
Dall'indagine, si evince che l'86% dei vacanzieri rimarrà in Italia, mentre il 12% ha progettato vacanze all'estero: sono infatti 600.000 gli italiani che trascorreranno il Ponte dell'Immacolata all'estero, in particolar modo nelle capitali europee.
Il 43% dei vacanzieri trascorrerà il Ponte nelle località di montagna, mentre il 22% andrà nelle località d'arte. Il 15% si recherà, invee, al mare.

Ogni viaggiatore (che mediamente trascorrerà 3 notti fuori casa), spenderà 227 eurotra trasporti, vitto, alloggio, ecc.
Il giro d'affari sarà pari a 1,11 miliardi di euro, rispetto agli 1,21 miliardi di euro del 2010.

Il presidente Federalberghi Bernabò Bocca ha dichiarato che : "Lo scarso innevamento delle principali località sciistiche, sfavorito anche da temperature al di sopra della media stagionale e il clima di incertezza collegato alla situazione economica generale, fanno segnare una brusca battuta d'arresto per uno dei pochi settori economici che nel corso del 2011 hanno invece manifestato interessanti segnali di recupero. Si tratta di una battuta d'arresto che fotografa perfettamente la situazione economica al punto dal condizionare qualsiasi scelta delle famiglie italiane, comprese purtroppo anche quelle in campo turistico".

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