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Pupi siciliani, burattini e marionette patrimonio Unesco? A luglio la risposta

  • Fonte Foto Twitter @umbriajournal

Nel mese di luglio 2015 finisce l’attesa per conoscere la decisione dell’Unesco in merito all’inserimento nel Registro Memory of the World dell’eccezionale corpus di documenti sul teatro di figura italiano custodito dalla Rete degli Archivi Unima/Italia: pupi siciliani, burattini e marionette attraverso circa 2.000 preziosi copioni scritti in Italia dal 1700 alla prima metà del 1900.

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A presentare la candidatura (a gennaio 2014, perfezionandola poi un anno dopo) è stata la sezione italiana dell’Union Internationale de la Marionnette (Unima) sostenuta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) e della Commissione nazionale italiana per l’Unesco.

Archivi del Teatro di Figura: i documenti, la storia, le arti” è il titolo del convegno tenutosi a Roma nell’ambito del quale è stato trattato proprio questo argomento. I protagonisti del dibattito hanno sostenuto che accanto agli oggetti scenici veri e propri, tra le righe di questi manoscritti è nascosto un vero e proprio tesoro costituito dall’intreccio di elementi eterogenei: il teatro e la letteratura, la musica e l’evoluzione della lingua italiana, ma anche gli eventi storici e di cronaca, e poi segni, note di regia, abbreviazioni, in pratica tutte le informazioni tecniche utili alla messa in scena dello spettacolo.

Si tratta di un artigianato artistico di valore e significato smisurato al quale appartengono diverse famiglie come: Cuticchio (Palermo), Signorelli (Roma), Colla (Milano), Sarzi (Reggio Emilia), Monticelli (Ravenna) e altre compagnie storiche ancora in attività.

I copioni e le marionette – ha dichiarato Alfonso Cipolla dell’Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare - sono in stretta relazione: entrambi sarebbero muti l’uno senza l’altro, studiarli ci permette di capire come sono cambiati la società e il gusto del pubblico. A generi differenti corrispondono altrettanti pubblici e funzioni sociali. E’ una forma d’arte che è sempre stata in grado di raccontare la storia prima che diventasse storia, e che ancora oggi può dare stimoli e suggestioni”. Secondo Cipolla uno dei casi più rappresentativi del valore storico e culturale dei testi legati ai pupi siciliani, alle marionette e ai burattini è “il manoscritto del 1851 che racconta a un mese di distanza l’esposizione universale di Londra”, quasi un resoconto live in un’epoca ancora lontana dall’era dell’informazione in tempo reale.

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