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Risolto il mistero del Triangolo delle Bermuda?

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Il mistero del Triangolo delle Bermuda sembra vicino alla risoluzione. Questo luogo maledetto che ha causato diverse catastrofi aeree e navali è stato finora associato a extraterrestri, fenomeni fisici, essoterismo e altre strane teorie mai confermate. Ora, finalmente, un gruppo di scienziati crede di essere vicino a risolvere il mistero.

Triangolo delle Bermuda: per la BBC non è un mistero

Come riportato dal Sunday Times, alcuni ricercatori norvegesi hanno individuato, nei fondali marini della zona centro-occidentale del Mare di Barents, parecchi crateri dalle dimensioni incredibilmente vaste (fino a 800 metri di larghezza e 45 metri di profondità). Parliamo di una porzione di Mare che si troverebbe parecchie centinaia di chilometri lontana dal fazzoletto maledetto tra la Florida e il Portorico. Un dato questo, secondo gli scienziati, irrilevante perché i crateri sarebbero comunque centrali nella vicenda in quanto rappresenterebbero degli enormi giacimenti di gas Metano. Questo verrebbe disperso, tramite euruzioni, attraverso il fondo del mare e sulla superficie dell’acqua.

Questo fenomeno creerebbe delle enormi bolle di gas che, scoppiando, provocherebbero l'affondamento dei mezzi. A spiegarlo è stato Igor Yelstov dall’Istituto Trofimuk: “Esiste una versione (di teorie) che il Triangolo delle Bermuda sia una conseguenza delle reazioni gas idrati che cominciano a decomporsi attivamente quando il ghiaccio di metano si trasforma in gas. Accade in maniera simile ad una valanga, come una reazione nucleare, producendo enormi quantità di gas. Questo fa aumentare la temperatura del mare e le navi affondano nelle sue acque, mescolate con una percentuale enorme di gas.”

Già il mese prossimo potrebbero emergere maggiori dettagli. La ricerca, infatti, verrà presentata al prestigioso European Geosciences Union.

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