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Riviera romagnola, i bagnini dichiarano lo sciopero

I bagnini della Riviera romagnola incrociano le braccia. Come riportato dal quotidiano La Repubblica, da Bellaria a Cattolica le spiagge sono a rischio chiusura. Le ragioni che hanno spinto i baywatch nostrani a scioperare il mancato accordo sul contratto di lavoro scaduto nel 2007. I bagnini chiedono un aumento di 30 euro al mese, ma i proprietari degli stabilimenti non vogliono concederlo e replicano: "Guadagnano già 250 euro in più dei colleghi di altre spiagge".

E intanto il braccio di ferro va avanti mettendo a rischio la possibilità dei bagnanti di rifrescarsi tra i fluttui. Lo sciopero proclamato dagli addetti al salvataggio della Riviera era previsto per l'8 e il 16 agosto, ma ieri la Commissione di garanzia ha rilevato che l'astensione dal lavoro non può essere indetta contestualmente per due giornate.

Al momento, comunque, resta confermata la protesta di sabato. In vista dell'imminente sciopero è intervenuto il sindaco di Rimini Alberto Ravaioli che ha sottolineato: "La legge regionale obbliga a chiudere lo stabilimento in caso non si riesca a garantire il servizio di salvataggio". Ma i proprietari degli stabilimenti sembrano non aver alcun timore, sicuri di trovare anche all'ultimo momento qualcuno che sorvegli la spiaggia e i bagnanti, nonostante la Cgil abbia avvisato che controllerà rigorosamente se qualcuno, pur non avendo il brevetto necessario, terrà aperto lo stabilimento.

Sabato 8 agosto si avvicina e per adesso né i bagnini, né i proprietari degli stabilimenti sembrano voler venirsi incontro.

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