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Roma, obbligo di chiusura per i laboratori artigianali all'una di notte

Un'ordinanza del sindaco di Roma Gianni Alemanno a partire da metà marzo vieta a yogurterie, pizzerie a taglio, pasticcerie, gelaterie e kebaberie, ossia a tutti i cosiddetti laboratori artigianali, di vendere al pubblico dopo l'una di notte. All'interno si potrà continuare a lavorare, ma niente cornetti caldi ai clienti.

Intanto domani scadono i provvedimenti d'emergenza anti-alcol. Il primo cittadino ha spiegato: "Dopo un momento di stretta, per dare tranquillità e sicurezza all'area di Campo de' Fiori, soprattutto nelle ore notturne e nel fine settimana, pensiamo ora di poter allentare la pressione per non creare problemi agli albergatori e agli esercizi commerciali, ma saremo molto vigili per evitare che torni la situazione incontrollata di qualche tempo fa".

Ma il Campidoglio ha pronte nuove misure per "regolamentare un settore che ha creato problemi a residenti e pubblici esercizi" come ha sottolineato l'assessore al commercio Davide Bordoni aggiungendo poi: "Gli orari di chiusura dei laboratori artigianali non erano mai stati regolamentati. Alcune associazioni proponevano le 22, altre le 24. Abbiamo dato la possibilità di chiudere all'1: è un orario congruo che permette di esercitare bene la propria attività. Per laboratori artigianali intendiamo cornetterie, gelaterie, pasticcerie, yogurterie, paninoteche, take-away e rosticcerie".

In arrivo regole più severe anche per i locali notturni che prolungano la loro attività oltre le due di notte. Innanzitutto sarà richiesto il "marchio di qualità", poi un contratto di vigilanza privata all'interno e nell'immediato esterno del locale; l'installazione, dopo un protocollo con il garante per la privacy, di telecamere per la videosorveglianza all'esterno; convenzione con centrali di trasporto pubblico non di linea, nel tentativo di limitare l'uso del mezzo privato; verifica sull'impatto acustico dell'attività. Sono previsti, inoltre, incentivi per il "vuoto a rendere".

L'Associazione abitanti centro storico ha manifestato entusiasmo, ma ha anche precisato: "L'attenzione sull'orario di chiusura all'una dovrà però rimanere molto alta". E si chiede al sindaco e al prefetto un provvedimento "che possa risultare strumento non temporaneo per garantire la tranquillità delle notti di chi nel centro storico vive". Di parere contrario l'Associazione di categoria degli artigiani che ha affermato: "Non ci spieghiamo per quale motivo si debbano creare delle discriminazioni tra le attività artigianali e quelle commerciali".

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