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Salerno, rivolta contro il progetto del Crescent

Per gli ambientalisti il Crescent, il grande edificio a mezzaluna progettato dal catalano Ricardo Bofill che dovrebbe delimitare la futura "Piazza della libertà", non è nient'altro che un ecomostro. Il progetto della struttura, che sarà alta 28 metri, che si estenderà per 300 metri e che nascerà nella storica area di Santa Teresa, è stato presentato lo scorso 18 marzo dallo stesso progettista e dal sindaco Vincenzo De Luca secondo il quale si tratta di "uno straordinario intervento di trasformazione urbanistica".

Ma subito ambientalisti e tecnici hanno avanzato decise critiche. Per dire no al progetto è sorto un comitato, il "No Crescent", e un gruppo su Facebook. La paura di un pesante impatto ambientale e di una speculazione edilizia è forte. Il comitato ha così deciso di inviare una lettera al ministro dei Beni Culturali affinché faccia in modo di non far partire i lavori e ha chiesto al dicastero di esercitare un controllo "sull'ingiustificato silenzio della Soprintendenza" la quale, a quanto sembra, ha fatto decorrere i 60 giorni previsti dalla legge per esprimere il parere tecnico sull'impatto paesaggistico.

Il professore Alberto Cuomo, della Facoltà di Architettura di Napoli, ha detto: "Sono sconcertato per il parere positivo del Soprintendente ai Beni Culturali offerto ad un progetto che, creando una diga di cemento tra il centro storico ed il mare, annulla l'antico rapporto, presente anche in altre città di mare e testimoniato dall'iconografia, tra la parte costruita lungo la collina ed il suo affaccio sullo specchio marino antistante, eliminando l'immagine consolidata di Salerno, che è essa stessa bene culturale".

A quanto pare la struttura sarà finanziata da privati e la maggior parte dell'edificio sarà destinato ad abitazioni private. Questo ha fatto nascere il timore di una possibile speculazione edilizia. Il presidente del comitato "No Crescent", Pierluigi Morena, ha spiegato: "Il Comune di Salerno ha ottenuto la sdemanializzazione dell'area e lo svincolo dell'inalienabilità dall'Agenzia del Demanio pagando oltre 10 milioni di euro. Per far cadere i vincoli, il Comune ha accentuato un presunto interesse pubblico della struttura. Tuttavia non si capisce quale interesse pubblico possa avere un edificio dove sorgeranno lussuose abitazioni private e parcheggi, oggi in verità già esistenti in superficie. Non comprendiamo quale beneficio possano avere i cittadini da questa costruzione".

Al posto dell'imponente struttura il comitato "No Crescent" chiede che l'area venga riqualificata con strutture dedicate all'arte e alla cultura. Renato Giordano, appartenente al comitato, ha affermato: "Noi non vogliamo che questo territorio sia abbandonato. Tutt'altro! Desideriamo però che qui, al posto di un grande condominio anacronistico, sia costruito un edificio di interesse pubblico. Una grande opera di architettura contemporanea che non sia fuori scala. Prendiamo come esempio il Museo Guggenheim di Bilbao: questa straordinaria struttura ha ridisegnato il volto della città basca e ha rappresentato il volano per il rilancio dell'economia locale".

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