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Scalare l'Everest, impresa non per tutti: imposto limite d'età

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di Laura Abbate

Scalare l'Everest è il sogno di tutti gli appassionati di arrampicata, ma non è un'impresa semplice. A volte, la voglia di arrivare lassù in cima prevale addirittura sulla realtà di limiti fisici e anagrafici. Deve essere per questo che il governo del Nepal sta pensando di imporre delle regole restrittive relative proprio allo stato fisico dei potenziali scalatori.

Sì insomma il Nepal vuole mettere mano alla sua politica turistica. In tal senso si vocifera che quegli 8.848 metri a breve potrebbero diventare offlimits per i minorenni (oggi il limite è fissato a 16 anni) e gli over 75. Non è tutto, se l'età può rappresentare un vincolo importante, le disabilità fisiche lo possono essere ancora di più. Non è questione di discriminazioni ma di sicurezza. Non bisogna mai dimenticare che l'Everest è il tetto più alto del mondo, dunque arrivare in cima non è una semplice passeggiata. Per questo motivo, coloro che sono purtroppo affetti da gravi disabilità non potranno più coronare il loro sogno. La restrizione è probabile arrivi dai molteplici tentativi del giapponese senza nove dita di scalare la montagna. Questa insistenza sta facendo pensare a una revisione delle norme.

Scalata sull'Everest in bicicletta: le foto di Brumotti

Non è tutto, bisogna inoltre dimostrare di avere una certa dimestichezza con l'arrampicata e l'altitudine. E' necessario dimostrare una precedente esperienza sopra i 6.500 metri. Queste nuove norme potrebbero avere ripercussioni sul turismo del Nepal. Non necessariamente. Se la montagna più alta del mondo è certamente fonte di ricchezza per il Paese e una delle mete turistiche più gettonate del pianeta, è vero anche che la sicurezza resta uno dei temi che le autorità locali hanno più a cuore. Il ministro Kripasur Sherpa ha detto: "Non possiamo permettere a chiunque di salire sull'Everest e magari morire. Se si tratta di persone non idonee fisicamente e mentalmente, è come avallare un suicidio legale". Le casse del Nepal ricevono milioni di dollari ogni anni da coloro che chiedono il permesso di arrampicarsi, ma a volte la smania del viaggiatore non fa i conti con la natura e non mancano incidenti e valanghe. Per questo motivo, forse è necessario rivedere il tutto.

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