Sciopero degli aeroporti Fiumicino e Ciampino

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Gennaio sarà un mese rovente per i trasporti pubblici italiani.

Si parte il 23 gennaio con lo sciopero nazionale dei taxi: dalle 8 del mattino alle 22 di sera, i tassisiti incroceranno le braccia , per protestare contro il decreto delle liberalizzazioni del Governo Monti.

Il blocco dei tassiti è stato proclamato ufficialmente l’11 gennaio scorso dai sindacati di categoria che si sono riunti a Bologna e indetto lo sciopero nel quadro delle "azioni di lotta da intraprendere a fronte della mancata convocazione del governo, nei prossimi giorni, per contrastare i provvedimenti annunciati in tema di liberalizzazione del settore".

L’Autorità di garanzia sugli scioperi ha poi rilasciato una nota nella quale si sottolinea l’illegittimità di "un blocco totale del servizio", aggiungendo che se lo sciopero sarà confermato, il Garante "ha l’obbligo di intervenire con i poteri che la legge le attribuisce" perché l’esercizio dello sciopero è soggetto ad alcune limitazioni, comeo "la garanzia delle prestazioni di un servizio minimo e nelle fasce notturne".

Il 27 gennaio è previsto invece lo sciopero generale dei trasporti pubblici, con il fermo di 24 ore di addetti al personale di aerei, treni e mezzi del servizio pubblico locale.

Dalle 13.30 alle 17.30 del 28 gennaio, è in programma il primo sciopero generale regionale del trasporto aereo negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino.
Stando a un comunicato dei sindacati "i livelli occupazionali a rischio, più di 1.000 nel 2012 sugli aeroporti laziali; il rispetto delle regole condivise; l'integrità della filiera produttiva e quindi la sicurezza sui posti di lavoro e il rispetto del Contratto Collettivo di Lavoro Nazionale scaduto e da rinnovare; la presenza su Fiumicino, in questo unico hub d'Europa, di 7 handlers e quindi di una concorrenza principalmente fondata su corsa a ribasso di qualità e costi."
Inoltre, tendono a precisare che "Il rischio di perdita di posti di lavoro non è un allarme campato in aria; al contrario, è consistente e reale, a partire dai lavoratori di Argol i quali, per una determinazione univoca e irrevocabile di Alitalia, il prossimo 31 gennaio, rischiano di perdere, definitivamente e senza soluzione alternativa, il proprio posto di lavoro dopo oltre 16 anni di attività".

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