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Divieto di imbarco a una donna dalla scollatura troppo vertiginosa: è quello che è accaduto a una signora statunitense dalle forme troppo generose che era in fila per imbarcarsi su un volo in partenza da las Vegas e diretto a New York. Un look audace che ha attirato gli sguardi di qualcuno, forse infastidito da tanta abbondanza, perché la donna è stata bloccata da alcuni addetti della Southwest Airlines, che volevano impedirle di partire sostenendo che il suo abbigliamento ricadeva nella clausola del ’Contratto di Trasporto’ che permette di rifiutare il trasporto a quei clienti il cui look è ritenuto indecente, osceno o palesemente offensivo.
Nonostante il divieto a salire sull'aereo, però, la donna ha rivendicato con orgoglio il proprio decolletè ed è partita ugualmente. «La mia scollatura non ha interferito con la capacità di funzionamento dell’aereo», ha ironizzato. «Per aggiungere al danno la beffa, il tizio seduto a bordo di fronte a me indossava una maglietta con un vero preservativo Trojan incorporato ad una busta di plastica trasparente, lui non ha avuto problemi a salire sul suo volo», ha poi raccontato una volta che la storia è diventata di dominio pubblico. In seguito la compagnia aerea ha chiesto scusa alla donna.
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Non è la prima volta che una società si trova a fare marcia indietro dopo una gaffe di questo tipo: una vicenda più o meno simile era capitata a una 23enne di San Diego che, a cinture già allacciate, era stata avvicinata da un'assistente di volo - sempre della Southwest Airlines, considerata una compagnia "per famiglie" che le ha contestato un abbigliamento troppo provocante (una minigonna appena sopra il ginocchio); anche in quel caso la ragazza si rifiutò di scendere, accettando una sorta di compromesso in cui si impegnava a fare particolare attenzione a non mostrare troppo le gambe.
Poco tempo prima era capitato anche a un uomo che indossava una maglietta con una scritta considerata inappropriata (“Master Baiter”, che può essere tradotto con “esca per le donne”). All'uomo è stato chiesto di cambiare maglietta: anche se inizialmente aveva protestato, invocando anche il diritto alla libertà di parola e di espressione, alla fine ha ceduto perché non voleva rinviare il ritorno a casa.
