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Tassa di soggiorno, annunciate modifiche

La tassa di soggiorno, introdotta alcuni giorni fa dal decreto sul fisco comunale subirà alcune modifiche. Ad annunciarlo è stato il ministro del Turismo Michela Brambilla che dopo essersi confrontata con il ministro della Lega Calderoli, he deciso di coinvolgere gli albergatori del Paese per pianificare il regolamento che si applicherà alla tassa di soggiorno.

La tassa di soggiorno servirà principalmente ai Comuni per rimpinguare le casse comunali, ma non tutti sono favorevoli alla sua attuazione, a cominciare dalle categorie di settore: albergatori e tour operator. Essi avevano indetto per il 17 marzo, anno di inaugurazione della festa del 150 anniversario dell’Unità d’Italia, uno sciopero generale. Ora il loro coinvolgimento, promosso dal ministro del Turismo, porterà a modifiche per incentivare comunque i turisti a visitare l’Italia.

L’importo della tassa di soggiorno non è stato ancora deciso nel dettaglio ma dal Carroccio, promotore dell’iniziativa subito approvata dall’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, è stato proposto di richiedere ai turisti che visiteranno le nostre bellissime città d’arte il 5% per ogni notte in albergo trascorsa nei soli Comuni a vocazione turistica del Bel Paese.

La tassa di soggiorno avrà tuttavia costi differenziati a seconda della tipologia del turista, se si tratta di scolaresche, di anziani o di famiglie la tassa di soggiorno avrà un costo inferiore, rispetto a gruppi di amici o viaggi organizzati. Il costo si differenzierà anche in base al periodo dell’anno del soggiorno e in base alla categoria di struttura ricettiva in cui si deciderà di pernottare.

(Foto © share.dschola)

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