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Trenitalia, si indaga sui ritardi

Quanto emerso nell'ambito dell'inchiesta conoscitiva aperta a Torino dal sostituto procuratore Raffaele Guariniello non getta luce positiva su Trenitalia. A quanto pare, infatti, le cause dei ritardi dei convogli Frecciarossa, reclamizzati come puntuali ed efficienti, non sono da ricondurre esclusivamente alle cattive condizioni metereologiche.

Come evidenziato da La Repubblica, nell'ambito dell'inchiesta la Polfer ha avuto il compito di raccogliere i dati relativi a un robusto campione di treni veloci. Particolare attenzione è stata dedicata ai primi dieci giorni di servizio in prossimità del Natale.

I dati emersi non sono così confortanti. Le corse in linea con le tabelle di marcia sono state meno di una ventina. Sono stati appena un centinaio, tra gli oltre 400 Frecciarossa monitorati, ad arrivare a destinazione con meno di 15 minuti di ritardo; oltre 300 hanno accumulato ritardi superiori al quarto d'ora. Ritardi di oltre un'ora sono stati accumulati da 50 convogli e 30 hanno superato le due ore. Il ritardo massimo raggiunto è stato di oltre cinque ore.

Ma Trenitalia si difende sostenendo che solo il 25 per cento dei Frecciarossa in corsa dal 13 dicembre al 5 gennaio è arrivato a destinazione con più di 15 minuti di ritardo e che i ritardi dei treni sotto 15 minuti non sono considerati tali "per consuetudine europea". L'amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, preferisce porre l'attenzione sulla puntualità di tre quarti dei convogli e parla di difficoltà legate alla messa a regime della "rivoluzione alta velocità".

Come spiegato dal sostituto procuratore, l'indagine ha lo scopo di portare alla luce le cause degli stop e dei rallentamenti, per vedere cosa c'è dietro e lavorare di conseguenza. L'obiettivo finale è garantire la sicurezza e apportare possibili correttivi.

 (foto © LaPresse)

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