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Vacanze in autunno: gli italiani puntano su low cost e last minute

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Gli italiani che prenotano una vacanza si riducono sempre all'ultimo momento: è la tendenza che emerge dallo studio "Le performance di vendita delle imprese del ricettivo", condotto dall'Osservatorio Nazionale del Turismo sui dati raccolti da Unioncamere nell'ultimo decennio dal 2003 al 2013.

Questo è ancora più vero nei periodi di bassa stagione, quando prenotare in anticipo per "accaparrarsi" una delle camere disponibili è meno necessario: ad esempio, confrontando i dati relativi ai mesi primaverili o autunnali, si rileva uno scarto maggiore tra le prenotazioni e l’occupazione effettiva.

A maggio 2003, lo scarto tra camere prenotate e l’occupazione finale era del 5% mentre nel 2013 è stata del 17%; ad ottobre 2003 era del 7%, mentre nel 2012 è stata del 13%: questo è sintomo anche della difficoltà delle strutture ricettive nella pianificazione dei servizi offerti. I dati dell'Osservatorio, infatti, dimostrano che chi prenota sul web (il 42,3% della clientela da gennaio a settembre 2013) arriva quasi a ridosso della partenza rispetto a chi utilizza altri canali, il 45,5% appena 15 giorni prima (il 37,6% in agenzia).

Anche per la stagione in corso, le previsioni non sono ottimistiche: in media risultano prenotate l'11,8% delle camere a ottobre, il 4,6% a novembre, il 2,5% a dicembre. Tengono invece gli alberghi di alta categoria, che vantano i tassi di prenotazione più alti (nei 5 stelle 35,4% a ottobre, 23,6% a novembre, 21,5% a dicembre), e i campeggi che a ottobre raggiungono quota 12,8%.

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