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Viaggi in Egitto, calo del 71 %

Hanno resistito 5000 mila anni, alla scomparsa dei Faraoni, alla dominazione romana, ai saccheggi di Napoleone; resisteranno anche a questa crisi. È questa la frase con cui i vecchi egiziani si consolano di fronte alla crisi politica che ha attraversato l’Egitto tra Gennaio e Febbraio 2011. Una crisi partita negli ambiti del governo e divenuta poi una rivolta popolare che ha sparso nel paese sangue e danni.

Ma certamente il danno peggiore per l'Egitto paese che vive prima di tutto di viaggi di turismo, è il danno di immagine derivante da questa crisi; le immagini che hanno fatto il giro del mondo ha provocato una valanga di disdette da parte di chi aveva deciso di trascorrere questi primi mesi dell’anno sotto le Piramidi o al caldo di Sharm El Sheik.

I numeri che parlano del calo dei viaggi e delle vacanze verso l’Egitto sono impietosi e descrivono chiaramente le dimensioni di questo disastro. Secondo gli ultimi dati forniti da TripAdvisor, il calo delle vacanze in Egitto rispetto al 2010 si attesterebbe intorno al 71%. Un vero disastro turistico ed economico per questo Paese che oltre al turismo non ha altra grandi fonti di sostentamento, essendo privo di giacimenti petroliferi.

I numeri continueranno ad essere negativi sin quando la situazione non ritornerà ad un minimo di normalità, ma ancora oggi questa non sembra essere all’ordine del giorno. La speranza è che le cose si ricompongano entro la fine della primavera, e magari i turisti, invogliati da offerte super low-cost, tornino a visitare questo straordinario Paese.

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