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Vulcano Islanda, la vita alle sue pendici

Le pagine dei giornali e i notiziari tv in questi giorni hanno parlato e riparlato dei problemi provocati al traffico aereo internazionale dalla nube di cenere che si è formata dopo l'eruzione del vulcano islandese situato sul ghiacciaio Eyjafjallajokull. Ma poco si sa di questo vulcano; poco si sa di come viene vissuto da coloro che quotidianamente vi hanno a che fare.

Le immagini dell'eruzione

Anche se ora il peggio sembra essere passato il racconto di un operatore televisivo, riporatato da Il Corriere della Sera, trasmette una certa inquietudine. 'Le scintille piccole piccole, che saltellano nel fumo? - ha raccontato l'uomo - Non sono piccole: sono lapilli grandi come Mini-Minor, insomma come automobili. Automobili in fiamme. Ho visto il fumo aprirsi di colpo, squarciato da una serie di cerchi come quando butti un sasso nello stagno: era l'onda d'urto sonora, e in due secondi l'elicottero è stato lanciato all'indietro, come contro un muro. Abbiamo dovuto atterrare, troppo brutto...'.

Per gli islandesi i vulcani non sono giganti sconosciuti e da temere, fanno parte della loro vita. Ogni settimana gli abitanti di tanti piccoli borghi si esercitano alla fuga in caso di violenta e pericolosa eruzione. Nessuno tradisce segni di paura, ma tutti sembrano sapere che è meglio non fidarsi. Anche se il vulcano situato sul ghiacciaio Eyjafjallajokull non è il più grande dell'isola, la sua potenza sembra indiscutibile. Non solo è stato capace di bloccare il traffico aereo, ma ha provocato anche un pericoloso scioglimento del ghiacciaio.

Ed intanto, mentre la vita in Islanda continua a scorrere tra curiosità, fatalismo e un minimo di preoccupazione, dall'estero, ora che si è tornati a volare, arrivano turisti desiderosi di ammirare da vicino il gigante che sbuffa.

 (foto © LaPresse)

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