La nube di cenere vulcanica proveniente dall'Islanda ha provocato seri disagi al traffico aereo internazionale, ma adesso, dopo cinque giorni, le cose sembrano avviarsi verso la normalità. Secondo la protezione civile islandese, l'attività del vulcano è diminuita di circa l'80 per cento. Da ieri è stato riaperto l'intero spazio italiano. Ancora non tutti i voli sono operativi, ma la situazione, lentamente, sta migliorando.
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Ripresa graduale anche nei cieli del resto d'Europa, grazie all'accordo raggiunto dai Paesi Ue. I voli sono ripresi in Francia, Svizzera, Ungheria, Slovenia e Moldavia. Ieri sera, alle 23 ora italiana, è stato riaperto l'aeroporto londinese di Heathrow dopo la chiusura forzata di cinque giorni. La riapertura di Heathrow è molto importante, essendo esso lo scalo chiave per il traffico aereo europeo.
I numeri utili per conoscere i voli in partenza e quelli cancellati
Una portavoce della protezione civile islandese ha fatto sapere che in mattinata un aereo dovrebbe sorvolare la zona dell'eruzione, attualmente nascosta dalle nuvole. I venti, al momento orientati verso il sud est dell'Europa, dovrebbero girare nel corso della giornata verso il sud ovest e l'Atlantico.
Guarda lo spostamento delle ceneri nelle prosime 24h
Secondo quanto reso noto da Eurocontrol, l'agenzia europea di controllo dell'aviazione, si prevede che oggi siano operativi circa 14mila voli, la metà di quelli che volano di solito. In Italia l'Enac ha fatto sapere che, per quanto riguarda il traffico aereo, la situazione si sta riprendendo gradualmente. I voli operati ieri da Alitalia sono stati 580: 353 nazionali, 149 internazionali e 21 intercontinentali. Più dell'80 per cento dei voli di una normale giornata.
In base a quanto stimato dall'Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata), la crisi seguita all'eruzione del vulcano islandese è costata alle compagnie aeree oltre 1,7 miliardi di dollari, ossia 1,26 miliardi di euro.
(foto © LaPresse)











